Il dollaro si apprezzerà del 15% nei prossimi due anni. Non ha dubbi Goldman Sachs, che in un recente report si è espressa con decisione su un rafforzamento del biglietto verde nel lungo periodo.
“Rimaniamo rialzisti sul dollaro e riteniamo che continuerà ad apprezzarsi”, ha ribadito Robin Brooks, Chief Currency Strategist della banca d’affari statunitense nel corso di un’intervista per Bloomberg Radio.

Proprio il rimbalzo della scorsa settimana, dopo l’annuncio di risultati sull’occupazione americana, sottotono rispetto alle previsioni degli analisti, sarebbe un’indicazione che il dollaro è destinato a continuare il suo cammino al rialzo senza rimanere necessariamente ancorato agli indicatori economici o alle mosse della Fed.

Andamento del dollaro slegato dalle mosse della Fed?

Alla base della valutazione di Goldman Sachs, dunque, la convinzione che  i mercati stiano sottostimando la velocità con la quale procederà la stretta della politica monetaria Usa.
Nonostante le recenti dichiarazioni del Presidente della Federal Reserve di New Work William Dudley, che ha ribadito che è ragionevole aspettarsi due rialzi dei tassi nel 2016, i movimenti dei future sui tassi federali considerano praticamente impossibile un aumento a giugno e danno addirittura al 50% la probabilità che la Fed intervenga entro la fine dell’anno.

Segno questo, secondo Brooks, che i mercati ormai guardano ad altri indicatori per determinare la posizione sul biglietto verde, come se ultimamente la Fed e le banche centrali costituissero un driver secondario nell’andamento del dollaro.