Le imminenti elezioni italiane potrebbero riproporre un contesto rischioso per i titoli di Stato del Paese, i BTP. Nonostante le parziali differenze rispetto al referendum del 2016, che aveva evidenziato notevoli problematiche e questioni irrisolte a livello costituzionale, le elezioni sono sicuramente foriere di un elemento d’incertezza che gli investitori dovrebbero prepararsi ad affrontare. Storicamente, i rendimenti dei BTP si sono dimostrati sensibili al rischio politico e, nel periodo antecedente al referendum del 2016, sono schizzati verso l’alto passando dall’1% al 2%. 

Nizam Hamid, ETF Strategist di WisdomTree Europe, spiega che a seguito del recente movimento al rialzo, nel dicembre del 2017, prima dello scioglimento delle Camere, il rendimento dei BTP a dieci anni è salito dall’1,39% all’1,77%: una modesta variazione dello 0,38%.  Anche se difficilmente queste elezioni apporteranno i cambiamenti attesi in occasione del referendum del 2016, potrebbero comunque rivelarsi dense di eventi. Le incognite spaziano dall’eventualità che nessun partito raggiunga una vittoria schiacciante, alla vittoria del Movimento 5 Stelle, movimento anti-establishment, fino a contemplare un’affermazione della coalizione tra Forza Italia e la Lega Nord o altri partiti di centro-destra. 

Gli ETP obbligazionari a leva inversa possono essere gli strumenti ideali per gestire i portafogli fixed income in concomitanza a un rischio di evento come, ad esempio, le prossime elezioni in Italia. Nel caso dei BTP e dell’imminente tornata elettorale, coprire i portafogli usando short BTP ETP può dimostrarsi efficiente dal punto di vista del capitale e vantaggioso rispetto alle caratteristiche rischio/rendimento. Poiché la BCE sta iniziando a porre termine all’attuale contesto di politica espansiva, l’aumento dei tassi potrebbe interessare il debito sovrano di tutta l’Eurozona, creando opportunità di copertura non solo nei BTP ma anche per i Bund.