Climate Corp. di San Francisco reinventa l'agricoltura. Sensori e robot garantiscono raccolti più ricchi a fronte di un basso impiego di risorse. Un supporto sia per i grandi proprietari di fattorie degli Stati Uniti sia per i piccoli agricoltori africani.
Il campo digitale
Per migliaia di contadini nel Midwest statunitense, la giornata non inizia con un'occhiata fuori dalla finestra ma con uno sguardo allo smartphone. Lì i loro campi sono rappresentati come una playlist musicale: dati meteo per ogni chilometro quadrato, l'attuale fase di crescita delle piante di mais o di soia, nonché una guida per l'utente che segnala in verde, giallo o rosso dove è opportuno arare, concimare, spruzzare o mietere nel corso della giornata. Quando il contadino si siede sul suo trattore, i dati del cloud indicano dove distribuire sementi, concimi o pesticidi e, solco dopo solco, tali dati vengono ritrasmessi immediatamente in rete.

I sensori come occhi e orecchie elettronici degli agricoltori

Nel mondo dell'agricoltura digitale, una fitta rete di sensori in terra e in cielo mette al servizio di ogni contadino orecchie e occhi elettronici, utili per aumentare il raccolto e abbattere i costi. Riguardo alla "rivoluzione digitale verde", gli esperti prevedono che presto sarà in grado di sfamare nove miliardi di persone, con un impiego ridotto di sostanze chimiche e altre risorse come carburante e acqua.
Un pioniere dell'agricoltura algoritmica è Climate Corp. con sede a San Francisco, lontano dagli sconfinati campi di cereali dell'Iowa o dell'Indiana. I suoi fondatori sono ingegneri che, dalla Silicon Valley, intendono portare nei campi il design user-friendly unito ai progressi in materia di analisi dei dati e apprendimento automatico. L'azienda, fondata nel 2006 e acquisita due anni fa dal colosso dell'agricoltura Monsanto per 930 milioni di dollari, ha realizzato una rete capillare di dati meteo per l'intero territorio degli Stati Uniti e l'arricchisce continuamente di servizi e prodotti.