Le figure più tradizionali dell’occupazione indipendente sono in costante diminuzione. Sono i negozianti e gli artigiani messi fuori mercato dalla concorrenza o alle prese con difficili passaggi generazionali. Aumentano invece i liberi professionisti.

Caduta continua per il lavoro indipendente

I commenti ai più recenti dati sul mercato del lavoro italiano si sono concentrati sulla forte crescita dei lavoratori dipendenti a tempo determinato, che in effetti hanno raggiunto il livello più alto mai registrato dall’indagine Istat sulle forze di lavoro. Ma hanno trascurato di rilevare che anche i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato hanno praticamente raggiunto il loro più alto livello, già registrato nel 2008, prima della crisi. E soprattutto i commenti hanno trascurato di metter in luce che i due risultati, frutto di andamenti fortemente legati alla congiuntura economica, sono compatibili perché è proseguita e anzi si è accentuata la tendenza al declino dell’occupazione indipendente, da sempre molto importante in Italia.

 

Dal 2004 la caduta dell’occupazione indipendente è continua e non risente affatto dell’andamento dell’economia: da quasi 6 milioni e 300mila i lavoratori indipendenti si riducono nel 2016 a meno di 5 milioni e 500mila, in percentuale sull’occupazione totale dal 25,3 al 22,4 per cento. I primi due trimestri del 2017 mostrano che la caduta addirittura sta accelerando con la ripresa economica, poiché la percentuale diminuisce di un altro mezzo punto.