Le speculazioni sulle mosse delle Banche centrali non si fermano. I mercati obbligazionari sono ai valori massimi, in seguito ad anni di politica monetaria accomodante, e si è vista una crescita della volatilità dopo che i grandi istituti di politica monetaria - specialmente negli Stati Uniti, nel Regno Unito, nel Canada e in Europa – hanno fatto intendere che probabilmente stiamo tornando ad un ambiente di tasso di interesse più normale, anche se lentamente. Il sostegno delle Banca centrale che ha stimolato i mercati obbligazionari per molti anni, insomma, è a rischio e un cambiamento di politica potrebbe avere implicazioni significative per i mercati dei bond.

“Se i tassi di interesse aumentano, i prezzi delle obbligazioni scendono, quindi gli investitori hanno bisogno di capire a che velocità procederà il processo di normalizzazione e quali saranno i possibili scenari”, spiega Tanguy De Lauzon, responsabile dei mercati e dell’asset allocation di Morningstar Investment Management. “In pratica si tratta di capire il ruolo svolto dalle Banche centrali e in che modo influenzeranno i fondamentali dell'investimento. A questo proposito bisogna considerare che l'attività della Banche centrali è già considerata nei calcoli degli investitori, per cui diventa difficile sfruttare delle inefficienze”.

Giocare d’anticipo?

Chiunque cerchi di anticipare le mosse di politica monetaria deve avere accesso a informazioni che altri non hanno e questo è praticamente impossibile, a meno di non voler violare la legge. “Fare delle previsioni, invece, è un azzardo”, dice De Lauzon. Lo si è visto di recente quando molti nella comunità degli investitori non hanno previsto il rapido cambiamento di tono di Mark Carney della Banca d'Inghilterra, di Mario Draghi della Banca centrale europea e, in misura minore, da Janet Yellen della Federal Reserve.