Le incertezze che si registrano a livello economico e geopolitico in giro per il mondo stanno dando una mano al reddito fisso. L’indice Morningstar dedicato ai bond globali nell’ultimo mese (fino al 19 aprile e calcolato in euro) ha guadagnato l’1,5%.

Indice Morningstar Aggregate Global Bond: 1 mese

L’andamento del paniere è sostanzialmente in linea con quello, nello stesso periodo, della categoria Morningstar che raccoglie i fondi dedicati ai global bond. “Gli elementi che gli investitori stanno prendendo in considerazione in queste settimane quando ragionano sulle obbligazioni sono diversi”, spiega Sarah Bush, responsabile della ricerca sul reddito fisso di Morningstar. “Nell’elenco vanno inserite le incertezze sulle prossime mosse di politica economica dell’amministrazione Trump negli Usa, le preoccupazioni legate agli attacchi militari in Siria e in Afghanistan e le incognite relative alle prossime chiamate elettorali in Europa. In una situazione del genere non è strano che gli investitori cerchino un po’ di riparo in quello che viene considerato un porto sicuro”.

Un bronzo che si fa notare

Fra i fondi con Analyst rating che si sono comportati meglio nell’ultimo mese, con un +2,5%, c’è Loomis Sayles Global Opp Bd C/A USD (Bronze, Morningstar rating: 3 stelle). “Lo stile del fondo è stato costante dal 2000”, spiega Shannon Kirwin, fund analyst di Morningstar in un report di gennaio 2017. “Le posizioni dipendono dalle prospettive elaborate dai team dedicati ai titoli sovrani”. L’investimento è opportunistico e punta alla ricerca di buone occasioni. “Di conseguenza il fondo può avere posizioni importanti su particolari settori, paesi o valute quando le basse valutazioni sono interessanti”, spiega l’analista. “Il profilo è invece più prudente e maggiormente allineato al benchmark (Bloomberg Barclays Global Aggregate Index) quando il team giudica troppo elevate le valutazioni ed eccessivamente rischiosa l'esposizione valutaria. La concentrazione su obbligazioni societarie è superiore a molti fondi analoghi. Fino al 20% del patrimonio può essere investito in titoli high. Un elemento essenziale è la gestione valutaria. Una sovra o sotto-ponderazione pari a 5-10 punti percentuali rispetto all'indice è abituale, così come un'esposizione del 15%-25% a valute dei mercati emergenti (il massimo è un terzo del patrimonio)”.