Perché Snap non sarà come Facebook

Date le elevate prospettive di crescita, non mancano tra i commentatori finanziari quelli che ipotizzano per Snap un comportamento analogo a quello di Facebook anche nella risalita. Ma gli analisti di Morningstar raccomandano prudenza sul titolo. Le due aziende, infatti, sono molto diverse tra loro e a dirlo sono i numeri legati alla profittabilità al momento dell’IPO, con Facebook che riusciva già a convertire in utili circa il 30% del fatturato mentre Snap è ancora in perdita, oltre che alla diversa solidità dei modelli di business.

Il social network di Zucherberg è utilizzato mediamente da oltre due miliardi di persone ogni mese, mentre per Snap il numero degli utenti si aggira intorno a 200 milioni. “Per società di questo tipo l’ampiezza del network è molto importante: più persone ne fanno parte maggiore sarà l’appeal nei confronti di altre persone a iscriversi e quello delle aziende ad acquistare spazi pubblicitari al suo interno. A frenare l’espansione del network di Snap, come prova il rallentamento nel tasso di crescita degli utenti medi giornalieri (solo +3% negli ultimi nove mesi), è la presenza di un competitor molto simile e con risorse economiche molto più grandi come Instagram”, dice Ali Mogharabi analista azionario di Morningstar.

“Questo social network ha contenuti analoghi a quelli di Snap, presenta al momento un numero di utenti maggiore, mostra un tasso di crescita di iscritti di gran lunga più elevato e ha alle sue spalle il colosso Facebook, che lo ha rilevato nel 2012 e che ha risorse di capitali e tecnologiche per sostenerlo”. Il contesto competitivo, dunque, non è favorevole, tanto più se si considera il fatto che mentre i social proliferano il tempo a disposizione per utilizzarli resta lo stesso e dunque la crescita di uno di essi sottrae inevitabilmente spazio e denaro ad un altro. Snap è stata tra gli ultimi ad entrare sul mercato e questo dunque rende la sua scalata al vertice ancora più difficile.