La caratteristica distintiva dei dati economici statunitensi dai tempi della crisi finanziaria non è la stagnazione, ma la stabilità. Tutti guardiamo indietro alla “Grande Moderazione” con incredulità di fronte alla hubris degli economisti. Ma la realtà ora si è trasformata nella “Più grande moderazione” in assoluto?

C’è sempre stato un fondo di verità nella Grande moderazione. Il rischio economico ciclico associato all’inflazione in effetti è stato eliminato. La straordinaria proprietà dell’inflazione degli ultimi 20 anni è stata la totale indifferenza agli shock e ai cambi di politica. Pochi economisti avevano ipotizzato che l’inflazione di fondo si sarebbe mossa appena in risposta a fluttuazioni dei prezzi petroliferi da 10 a 150 dollari, o che la base monetaria sarebbe cresciuta al ritmo più rapido di sempre, raggiungendo quote di PIL mai viste (anche se quest’ultimo sviluppo si era già verificato in Giappone).

L’ossessione mai sopita degli economisti per le curve di Philips e l’idea meravigliosamente ingenua che le banche centrali possano raggiungere gli obiettivi di inflazione prescelti rivelano la negazione persistente di questo fatto essenziale. L’inflazione è morta e le autorità non devono preoccuparsene.

Ma questo era vero prima della crisi. Ora tutti sappiamo che i problemi di inflazione non sono la sola fonte di rischio ciclico: la leva e la carenza di liquidità nel sistema bancario possono rivelarsi ancora più perniciosi. Ma cosa fanno gli esseri umani dopo aver subito un trauma spaventoso? Cercano di prevenire che accada di nuovo.