La diversificazione è un concetto che assume diverse forme. Abbiamo già visto quanto sia importante variegare i propri investimenti per asset class e per settore economico. Un altro piano su cui è necessario differenziare le proprie scelte è quello geografico. Non a caso, la ripartizione per paesi o per regioni è tra le informazioni principali quando si esamina un portafoglio finanziario.

In un mondo sempre più globalizzato è fondamentale avere un’idea di come i vari paesi a cui si è esposti si influenzino a vicenda, in modo da evitare di investire in regioni soggette a movimenti molto simili.  

Le tabelle sottostanti, ad esempio, certificano come gli Stati Uniti abbiano sensibilmente diminuito la loro correlazione con le altre aree geografiche nel corso dell’ultimo anno. Le uniche regioni che non vedono un vero e proprio crollo della propria correlazione con il mercato americano, ma che comunque ne vedono un abbassamento, sono il Regno Unito (da 0,79 a tre anni a 0,60 nell’ultimo anno) e il mercato globale, misurato dall’Msci World (da 0,96 a 0,84 nello stesso periodo). In particolare quest’ultimo risultato non sorprende, visto il peso del mercato a stelle e strisce nell’indice.

Per il resto, gli Usa sono stati negli ultimi dodici mesi il mercato azionario migliore in termini di diversificazione. Ci sono diversi esempi: il tasso di correlazione tra l’Msci Usa e l’Msci EM Latin America, passato da 0,44 a tre anni a -0,44 nell’ultimo anno. O anche verso il nostro mercato domestico, con la relazione tra Stati Uniti e Italia crollata da 0,53 a -0,23 nello stesso lasso di tempo.