Roma, 28 set. (Adnkronos) - Alla vigilia del 30 settembre, il termine fissato dal Governo per ottenere una risposta nel difficile dossier Autostrade per l'Italia, si riuniscono i Cda di Atlantia e di Aspi. Secondo quanto apprende l'Adnrkonos domani i board delle due società dovrebbero riunirsi per valutare due bozze di risposta distinte da inviare al Governo entro mercoledì. Il Governo intende portare avanti il percorso deciso il 14 luglio con Atlantia per consentire l'ingresso di Cdp in Aspi ma la trattativa si è arenata sulla questione della manleva legale fortemente voluta dalla Cassa Depositi e Prestiti.
La holding non vuole concedere la manleva mentre per la Cassa Depositi e Prestiti la garanzia è indispensabile per evitare rischi connessi all'indagine sul Ponte Morandi. Intanto oggi fonti vicine alla holding infrastrutturale hanno spiegato che "diversamente da quanto dichiarato dal vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri, nella lettera inviata al Governo il 14 luglio non è prevista alcun tipo di manleva. E’ sufficiente leggere lo stesso documento per rendersene conto. Atlantia quindi non sta violando alcun tipo di accordo. In generale, come chiarito più volte, non esiste nel mondo infrastrutturale il concetto della manleva". Ma una soluzione alternativa ci potrebbe essere per superare quel nodo. Secondo alcuni analisti finanziari, infatti, si potrebbe superare la questione nell'ambito del processo di vendita. La valorizzazione di Aspi potrebbe infatti prendere in considerazione il profilo di rischio dell'asset.
Atlantia, intanto, ha confermato il suo orientamento ad andare avanti sulla propria strada avviando il processo 'dual track' approvato dal cda del gruppo giovedì scorso. Un processo che prevede la vendita dell'88% di Aspi o, in alternativa, la scissione del 55% e del 33%. Il processo di vendita di Aspi prevede già un termine quello del 16 dicembre per la presentazione delle offerte non vincolanti. Un tempo abbastanza lungo per consentire ai potenziali acquirenti di accedere alla 'data room', ossia l'accesso ai dati necessari alle 'due diligence' dei pretendenti. In lizza ci potrebbero essere Blackstone, Kkr e gli australiani di Macquarie ma anche soggetti italiani come Toto Holding che nei giorni scorsi ha confermato un suo interesse.