Washington, 26 set. (Adnkronos) - Cattolica oltranzista, anti abortista, Amy Coney Barrett è, secondo le anticipazioni e salvo sorprese dell'ultima ora, la giudice che Donald Trump vuole inviare alla Corte Suprema per smontare l'eredità di Ruth Bader Ginsburg. Con i suoi 48 anni, Barrett, quinta donna alla Corte Suprema, sarebbe il la più giovane 'justice' mai nominata, dopo quella del 1991 di Clarence Thomas a 43 anni.
Docente di diritto nell'università cattolica di Notre Dame, dove si è anche formata, Barrett nel 2017 era stata nominata da Trump giudice di corte d'appello, ed era stata tra i nomi più papabili per sostituire Anthony Kennedy, quando invece alla fine Trump le preferì Brett Kavanaugh. Affermando di voler lasciare la candidatura di Barrett appunto per sostituire l'87enne giudice icona femminista e liberal, strenua paladina della sentenza del 1973, la Roe vs Wade, con cui è stato legalizzato l'aborto. Una sentenza che Barrett, madre di sette figli, due dei quali adottati, nel 200e definì "erronea".
La giurista conservatrice ha quindi passato recentemente la ratifica al Senato, ma per le audizioni per la conferma alla Corte Suprema si prepara una battaglia vera e propria, dal momento che i democratici, che non hanno i numeri per bloccare la nomina, cercheranno in tutti i modi di rallentarla e soprattutto di trovare "scheletri nell'armadio" di Barrett.
Sta già montando sui media la polemica per la presunta affiliazione della giudice cattolica ad un gruppo religioso carismatico, People of Praise, considerato da alcuni l'ispirazione della serie tv 'The handmaid's tale' che racconta un futuro prossimo distopico in cui negli Stati Uniti si è imposta la spietata teocrazia di Gilead, in cui le donne fertili vengono ridotte in uno stato di schiavitù sessuale.
E chiamate "handmaid", ancelle o serve, come nella comunità religiosa fondata nel 1971 da studenti ed insegnanti della Notre Dame, venivano chiamate le donne. Secondo quanto rivela oggi il DailyMail, Barrett non avrebbe notificato durante le precedenti audizioni al Senato la sua affiliazione a questo gruppo, di cui fanno parte anche il marito Jesse, anche lui avvocato, ed i loro genitori.
In un articolo pubblicato ai tempi della nomina a giudice federale, nel 2017, il New York Times pubblicò foto che indicavano la partecipazione di Barrett al gruppo che, interpellato, non confermò né smentì l'affiliazione della giurista. Anche il Daily Mail ha trovato nell'archivio del sito del gruppo una foto della famiglia Barrett, prima che l'intero archivio fosse scollegato.
Interpellato ora, il gruppo nega assolutamente che i People of Praise consideri le donne sottomesse ai mariti, indicando come abbiano ruolo direttivi. Ma nel 2018, dopo l'uscita della serie tv con Elisabeth Moss, e dopo le femministe americane hanno fatto dell'abito rosso e cappello bianco delle handmaid il simbolo della resistenza alle leggi conservatrici contro l'aborto e i diritti delle donne, il gruppo nel 2018 ha smesso di usare il termine "riconoscendo che il suo significato è cambiato drammaticamente nella nostra cultura negli ultimi anni".
A difesa di Barrett si schierata la stampa conservatrice, con Fox News che nelle scorse ore ha accusato Abcnews di essersi unita alle testate che cercano "di spacciare la storia che associa il gruppo a cui appartiene la giudice Barrett alla serie Handmaid's tale". Il senatore repubblicano Ben Sasse ha parlato di "una campagna di fango" che riflette "un'intolleranza anticattolica", definendo il gruppo della Barrett "praticamente un gruppo per lo studio della Bibbia".
Anche il vice presidente Mike Pence, intervistato nei giorni scorsi da Abc news, ha detto che considera i forti valori religiosi di Barrett una risorsa e non un problema ed ha puntato il dito contro "l'intolleranza verso la fede cattolica".
Ma gruppi di attivisti, come 'democracy now!', hanno riportato la denuncia di Coral Anika Theill, ex membro di People of Praise, da lei definita una "setta" che chiede alle donne completa obbedienza ai mariti mentre chi mostra di voler essere indipendente viene "umiliato, interrogato e svergognato". Secondo quanto riporta
"Molte di noi soffrivano di sindrome di Stoccolma e facevano uso di anti depressivi", afferma ancora Theil che lo scorso anno ha scritto un post su un blog dal titolo "Io ho vissuto la Handmaid's Tale", riferendosi agli anni trascorsi, tra il 1979 ed il 1984, nella comunità. Nel caso di nomina di Barrett, Theil promette di telefonare a tutti i senatori americani chiedendo loro di bloccare la nomina.