Dallas, 25 mag. - (Adnkronos) - Dallas batte 119-109 i Golden State in gara-4 della finale della Western Conference Nba e conquistano il primo successo nella serie che vede gli Warriors avanti 3-1. Trascinati da una super prestazione di Luka Doncic i Mavericks travolgono Golden State nei due quarti centrali e si prendono una meritata vittoria che evita così 'il cappotto' nella serie. I Mavericks mandano a bersaglio 20 triple di squadra, mentre gli Warriors d’orgoglio si rimettono in corsa nell’ultima frazione grazie alle riserve, ma non riescono mai a portare il loro svantaggio al di sotto delle otto lunghezze.
Grande protagonista del match Doncic, che non aveva alcuna voglia di arrendersi e di lasciare che la serie finisse senza un suo acuto: il campione sloveno, fresco di selezione nel primo quintetto All-Nba della stagione appena conclusa, sfiora la tripla doppia raccogliendo 30 punti e 14 rimbalzi, fermando a un solo passaggio vincente dalla doppia cifra alla voce assist. Per lui è la 17/a prestazione playoff 30+ punti - raggiunti Kevin Durant e Kobe Bryant tra gli under 23 al 2° posto all-time (primo LeBron a quota 21).
Una partita in cui Doncic ha trovato enorme supporto da parte dei compagni, a partire da Dorian Finney-Smith - scatenato in difesa e autore di 23 punti con 9/13 al tiro - e da Reggie Bullock; autore di 18 punti con 6/10 dalla lunga distanza. Doppia cifra anche per Jalen Brunson (15), Maxi Kleber (13) e Spence Dinwiddie (10 e 8 assist), in un match ripreso nel secondo tempo con qualche minuto di ritardo a causa dell’acqua filtrata dal soffitto dell’arena di Dallas.
Per una volta dunque il quintetto Warriors è stato costretto ad alzare bandiera bianca, incapace di incidere con Steph Curry miglior realizzatore che si ferma a quota 20 con 7/16 al tiro, 8 assist e un eloquente -23 di plus/minus. Male anche Draymond Green (che riesce nell’impresa di fermare il pallone sulla base del ferro con un tiro libero) e Klay Thompson, che combinano per 22 punti segnati e poco altro. Golden State sapeva di poter tirare il fiato e ha approfittato di un match in cui le motivazioni erano ben diverse tra le squadre in campo.
In realtà poi la risposta d’orgoglio da parte degli Warriors è arrivata dalla panchina: sotto anche di 29 lunghezze, nell’ultima frazione Golden State ha piazzato il parziale da 32-13 toccando anche il -8 (e costringendo sia Steve Kerr che Jason Kidd a richiamare i titolari per gli ultimi minuti di partita): merito dei 17 punti di Jonathan Kuminga, dei 14 di Jordan Poole e dei 10 di Moses Moody. Una squadra insomma che ha non solo il presente, ma anche il futuro già garantito.