Roma, 4 mag. (Adnkronos) - Curioso come la Roma, per tornare nuovamente a sollevare un trofeo, abbia puntato proprio su Josè Muorinho, l'allenatore che il 4 marzo 2009 predisse che i giallorossi avrebbero chiuso la stagione con "zeru tituli". Per chi mastica calcio Josè Mourinho oltre ad essere uno degli allenatori più vincenti della storia recente del calcio, è famoso soprattutto per le sue classiche uscite. "Vi prego di non chiamarmi arrogante, ma sono campione d’Europa e credo di essere speciale. Se avessi voluto un lavoro facile sarei rimasto al Porto: una bella sedia blu, una Champions League, Dio, e dopo Dio, io". Queste le parole con cui nel luglio 2004 si presentava come nuovo allenatore del Chelsea, definendosi lo 'special one'.
O ancora alla conferenza stampa di presentazione all'Inter, dove alla domanda del giornalista riguardo l'acquisto di Lampard, il portoghese rispose semplicemente "si si, ma io non sono pirla". Attacchi mirati, battute sferzanti e gesti iconici che hanno sempre contraddistinto il tecnico portoghese rendendolo un vero e proprio 'personaggio'. La storica corsa con il braccio alzato al Camp Nou dopo aver eliminato il Barcellona in semifinale di Champions League, preceduta dal gesto delle manette dopo un Inter-Sampdoria 0 a 0 in un match bollente per le decisioni arbitrali, come a dire, "per farmi perdere dovete arrestarmi".
Mourinho o lo ami o lo odi ma non può lasciare indifferente, lo sanno i bene i tifosi della Juventus che il 7 novembre 2018 si sono presentati allo Stadium per assistere alla partita contro Manchester. Il portoghese, uscito vittorioso, porta la mano all'orecchio provocando i tifosi juventini che lo avevano fischiato per tutta la sfida. Tecnico vincente e motivatore senza eguali, un mix perfetto per una piazza calda come Roma che punta su di lui per tornare a vincere.