Roma, 24 set. (Adnkronos) - “La Lazio è la Lazio: la mia anima, la mia mente, è casa mia. E significa gettare il cuore oltre l’ostacolo”. Parole di Vincenzo D’Amico, espressione di un sentimento che accomuna tanti altri calciatori che hanno vestito la maglia biancoceleste, nonché presidenti, dirigenti, allenatori, tifosi. Come quelli che, insieme a ‘Vincenzino’, hanno contribuito a scrivere “Tifosi laziali per sempre. Il grande racconto della passione biancoceleste”, edito da ‘Edizioni della sera’, con prefazione di Michele Plastino, e curato da Alberto Ciapparoni, giornalista politico-parlamentare per Rtl 102.5, che con questo libro “corona il suo sogno da bambino: scrivere di Lazio e curare un volume laziale”.
Ventidue racconti di altrettante vittorie biancocelesti, non necessariamente le più note e significative della storia della prima squadra della capitale, che proprio per questo riassumono quell’alternarsi di gioie infinite e dolori terribili, felicità improvvise e cadute devastanti, che costituisce l’essenza della lazialità.
Perché può capitare che mentre batti il Parma 2-1 ti disperi per uno scudetto gettato al vento, ma tre mesi dopo ti ritrovi a festeggiare sul tetto d’Europa battendo il Manchester United nella finale di Supercoppa.