Roma, 15 apr. (Adnkronos) - “Mi hanno sbattuto a terra, trascinata di forza in un’altra cella dove mi hanno picchiata”. Sono le accuse ribadite oggi in aula a Roma da una detenuta nei confronti di due agenti penitenziari a processo per concorso in falso ideologico e abuso di autorità contro arrestati o detenuti. I fatti risalgono allo scorso luglio e sono avvenuti nel carcere femminile di Rebibbia. La detenuta, ora trasferita in un altro istituto penitenziario, ha confermato le accuse denunciate all’epoca contro i due agenti, una sovrintendente e un assistente capo coordinatore, sospesi per un anno dal servizio, su decisione del gip.
Prima della deposizione della donna, in aula un operante ha ricostruito i fatti avvenuti nella notte tra il 21 e il 22 luglio scorsi rispondendo alle domande del pm. La detenuta in particolare aveva danneggiato un termosifone allagando la cella. A quanto si vede dalle telecamere di sorveglianza la donna era in slip, su decisione del medico, è stato spiegato, dopo un tentativo di impiccamento. Dalle immagini si vede quindi intervenire un agente uomo, che strattona la detenuta fuori dalla cella e la trascina in terra nella cella numero 3, priva della video sorveglianza e dove i due restano soli. Quando poi la donna viene fatta uscire e riportata nella cella 1, è completamente nuda.