Roma, 29 feb. (Adnkronos) - Con il caldo e la mancanza di pioggia in un inverno anomalo è scattato l’allarme siccità in città e nelle campagne con difficoltà per le coltivazioni e nei pascoli per l’alimentazione degli animali in un numero crescente di regioni, dal Piemonte alla Sicilia. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti dell’andamento climatico che rischia di lasciare l’Italia a secco in un 2020 segnato da -80% precipitazioni e una temperatura superiore di 1,87 gradi la media storica secondo le elaborazioni su dati Ispra relativi al mese di gennaio 2020.
In Sicilia non sono bastate le processioni per invocare la pioggia, il grano non cresce mentre per gli ortaggi e i nuovi impianti di vigneto è stato addirittura necessario intervenire con irrigazioni di soccorso ma, sottolinea la Coldiretti, anche i pozzi si stanno asciugando lasciando intravedere un futuro davvero tragico in una situazione in cui mancano all'appello, rispetto ad un anno fa, circa 73 milioni di metri cubi d'acqua. Si stanno svuotando progressivamente anche gli invasi anche in Puglia dove la disponibilità di acqua risulta addirittura dimezzata in 12 mesi con circa 140 milioni di metri cubi, contro i 280 di un anno fa, secondo un’analisi di Coldiretti sulla base degli ultimi dati dell’Osservatorio Anbi.
In Calabria la Coldiretti ha chiesto l'avvio delle procedure per il riconoscimento dello stato di calamità per la situazione di emergenza in particolare nella fascia Jonica che va da Sellia Marina a tutto il crotonese, in particolare l'altopiano di Isola di Capo Rizzuto, con un area di circa 4mila ettari investita alla coltivazione di finocchio che si sta distruggendo.