Milano, 22 feb. - (Adnkronos Salute) - Nel 'day after' del boom di coronavirus che in meno di 24 ore ha paralizzato la vita di una decina di comuni lombardi, il sole si alza dentro un cielo azzurro sopra l’ospedale Sacco di Milano. Ma in fondo al labirinto di viali ed edifici vecchi e nuovi di questa 'città nella città' che piano piano si sveglia, c'è chi non ha mai dormito. Nel padiglione 62, quello di Microbiologia clinica, "niente pause, niente riposo, niente cena, tutta la notte a processar campioni", racconta chi può all’AdnKronos Salute, tra un tampone e l’altro delle centinaia che arrivano dal Lodigiano per essere analizzati.
"Una notte infinita" come quella del padiglione 56 che sta di fronte: Malattie infettive, 'off limits' a parenti e giornalisti, "assolutamente vietato l’ingresso" a chiunque tranne che a operatori e nuovi malati di Covid-19. Uno dopo l’altro, l’obiettivo è portarli tutti qui. Tute e mascherine, comincia un’altra giornata senza fine.