Roma, 22 ott. (Adnkronos) - "Se c’è un settore che rischia di scomparire dal tessuto economico del Paese è quello dello Spettacolo dal vivo". Così esordisce Gabriele Altobelli, il presidente di Assortisti. "E non parlo solo dei piano bar o i vari 'Karaoke' legati agli orari dei pubblici esercizi, penalizzati dalle delibere che impongono il 'coprifuoco' - sottolinea Altobelli - parlo dei Teatri quelli rimasti aperti che rinunceranno alla programmazione nel periodo di Natale ed anche loro saranno costretti a chiudere".
"Come sappiamo la capienza dei teatri è stata ridotta fino al limite dei 200 posti per garantire l’immunità degli spettatori e se da un lato ha messo in crisi il rapporto tra costo del biglietto e le spese da sostenere aumentando la difficolta della tenuta economica della rappresentazione artistica, questa misura è stata comunque sufficiente sia per permettere agli artisti di non fermarsi del tutto e non creare misure di contagio", rileva Altobelli.
"Consapevoli del pericolo che il Paese sta correndo, vorremmo anche ricordare al Governo che la nostra associazione, come tutte le altre che rappresentano questo mondo, è disponibile a studiare e concordare nuovi protocolli che permettano agli artisti di continuare a lavorare. Lo si è fatto per il Calcio, non vediamo perché non si possa fare per i professionisti dello spettacolo come attori, musicisti, compagnie, corpi di ballo, ecc", conclude.