Roma, 13 ago. (Adnkronos) - È online, scaricabile dal sito www.mercatoelettrico.org, il nuovo numero della newsletter del Gestore dei Mercati Energetici (Gme). La newsletter si apre con un intervento del Ref-E di Claudia Checchi, Tommaso Franci e Diego Gavagnin sulla sfida per la sostenibilità della filiera gas che riguarda le emissioni di metano.
"La riduzione delle emissioni dirette di metano lungo la filiera del gas naturale, dalla produzione alla distribuzione, sta emergendo come un’area chiave di intervento per le politiche energetico-climatiche fino ad oggi sottovalutata", hanno rilevato gli analisti. Se si guarda alla “Methane Intensity”, un indicatore che esprime il peso percentuale (in massa) delle emissioni di metano rispetto al livello di attività in termini di quantità di gas naturale di un determinato segmento della filiera, ci si accorge che per l’Italia e la Ue 28, con le serie di dati disponibili, l'andamento "è sostanzialmente analogo con valori dell’ordine di pochi decimi di unità %, che inizialmente (1990) sono di 0,35% per l’Italia e di 0,32% per la UE 28; mentre per gli ultimi dati disponibili sono di 0,19% per l’Italia (2017) e di 0,17% per la UE 28 (2016)".
Tuttavia, "la più grande incognita legata alle emissioni fuggitive di metano connesse al gas naturale consumato in Italia è legata a quelle del gas importato di cui in questo momento è difficile conoscere quelle dovute alle attività produzione e trasporto dai principali paesi da cui ci approvvigioniamo (48% dalla Russia, 26% dall’Algeria e 10% dal Qatar) – hanno spiegato Checchi, Franci e Gavagnin -. Secondo le prime stime le emissioni fuggitive di metano legate alle importazioni di gas naturale oscillano tra un minimo pari al valore di quelle generate dalla filiera nel territorio italiano (circa 4 Mt CO2 eq), e un probabile massimo equivalente ad un valore almeno doppio se non maggiore".
Le politiche Ue e le iniziative internazionali per la riduzione delle emissioni di metano si sono concretizzate innanzitutto con la Comunicazione sull’European Green Deal che "ha identificato le eccessive emissioni di metano come una questione importante e urgente che richiede un intervento strategico – hanno spiegato i tre ricercatori -. Le emissioni combinate di metano da energia, agricoltura e rifiuti costituiscono la quasi totalità delle emissioni di metano antropogeniche. Per far ciò, la Commissione sta lavorando a una strategia integrata che copra i settori dell'energia, dell'agricoltura e dei rifiuti, per affrontare le emissioni di metano e sfruttare le sinergie tra questi settori".
A livello internazionale, invece, "la principale iniziativa volta al controllo e alla riduzione delle emissioni di metano è stata lanciata dal Segretario generale delle Nazioni Unite (Onu) in occasione del vertice sul clima del 2014, ed è stata creata dal Climate and Clean Air Coalition (Ccac) e dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep). Il progetto è strutturato sulla collaborazione volontaria delle principali aziende mondiali del settore, ed è stato denominato Oil and Gas Methane Partnership (Ogmp). Obiettivo aiutare le imprese a ridurre le emissioni di metano in particolare nelle operazioni a monte di petrolio e gas (esplorazione, estrazione e produzione) oltre alla sensibilizzazione a livello globale sul metano. Nelle intenzioni dell’Ogmp è possibile ridurre le emissioni di metano del 45% entro il 2025, e tra il 60% e il 75% entro il 2030”, hanno ricordato Checchi, Franci e Gavagnin, aggiungendo che il meccanismo volontario Ogmp “è poi stato implementato nel 2020, per migliorare la consapevolezza e una migliore conoscenza dell’impatto sul clima delle emissioni di metano, con lo sviluppo del framework di reporting Ogmp 2.0 come piattaforma di segnalazione standard sul metano".
Ma cosa si può fare per ridurre in concreto le emissioni? "La capacità della filiera del gas naturale di essere efficace nella fase di transizione energetica dipende dalla capacità di dimostrare con azioni adeguate di essere in grado di ridurre le emissioni di metano – hanno evidenziato gli analisti -. Il caso delle importazioni del gas naturale, che incorporano tassi di emissione più elevati di quelle dei paesi europei, ripropone le stesse contraddizioni già emerse con i fenomeni di carbon leakage che penalizzano l’industria manifatturiera italiana e europea con effetti ambientali negativi a livello globale. Per questo è essenziale che l’UE si doti in tempi brevi di una 'Methane Strategy' per la riduzione delle emissioni di metano del settore energetico come previsto dallo European Green Deal".
In questa prospettiva “è ipotizzabile, anche in questo settore, l’utilizzo di una carbon border tax non discriminatoria, come la proposta di imposta sulle emissioni aggiunte (Imea) per contrastare efficacemente i processi di carbon leakage – hanno aggiunto i ricercatori -. E’ indispensabile un netto salto di qualità nei dati ufficiali sulle emissioni di metano che è possibile con un maggior coinvolgimento degli attori della filiera del gas naturale, come sta avvenendo anche a livello internazionale, per poter verificare in modo credibile se effettivamente sono stati raggiunti i significativi obiettivi di riduzione su cui importanti operatori del settore hanno dichiarato di essere impegnati anche in Italia. Uno degli obiettivi principali è ottenere un miglioramento nelle tecniche di monitoraggio, rendicontazione, verifica delle emissioni di metano della filiera del gas naturale. Nella realtà italiana e UE, questo obiettivo potrà essere raggiunto anche con un ruolo più incisivo della regolazione per le attività di trasporto e distribuzione del gas naturale che, nonostante i miglioramenti raggiunti, mostra ancora margini di miglioramento”, hanno concluso Checchi, Franci e Gavagnin.
All’interno del nuovo numero sono pubblicati, inoltre, i consueti commenti tecnici, relativi i mercati e le borse elettriche ed ambientali nazionali ed europee, la sezione dedicata all’analisi degli andamenti del mercato del gas italiano e la sezione di analisi sugli andamenti in Europa, che approfondisce le tendenze sui principali mercati europei delle commodities. La nuova pubblicazione GME riporta, inoltre, come ormai è consuetudine, i dati di sintesi del mercato elettrico per il mese di luglio 2020.