Roma, 4 ago. - (Adnkronos) - Nonostante il continuo surplus del bilancio di conto corrente dell'Italia, la nostra economia sconta "investimenti strutturalmente bassi, con passività verso l'estero che rimangono elevate e una grande quota del debito pubblico" in mano straniera. E' il quadro disegnato dal Fondo Monetario Internazionale nell'External Sector Report in cui segnala come "una volta superata la crisi sanitaria, sono necessarie politiche per migliorare la competitività per sostenere la crescita e ridurre il debito pubblico a medio termine".
In particolare "anche se la posizione esterna dell'Italia rimane in linea" con quelli che sono i parametri fondamentali, per il Fondo "saranno necessari un consolidamento fiscale credibile a medio termine e sforzi per rafforzare ulteriormente i bilanci bancari per ridurre le vulnerabilità esterne e mantenere la fiducia degli investitori". Le riforme strutturali - continua l'analisi - "accrescerebbero la competitività delle esportazioni ma aumenterebbero anche gli investimenti".
L'Fmi segnala una progressiva riduzione dello squilibrio di TARGET2 sceso al 25% del PIL nel 2019 dai livelli preoccupanti degli anni precedenti, ma si tratta - ammonisce - di un fenomeno legato "in parte all'afflusso di riserve verso le banche italiane" a seguito delle nuove compensazioni sugli interessi, introdotte dalla Bce (il cosiddetto tiering). Peraltro, "questa tendenza si è invertita all'inizio del 2020" anche "a seguito di deflussi di non residenti" mentre "l'elevato debito pubblico continua a rappresentare una vulnerabilità chiave per l'economia italiana".