Palermo, 4 mar. (Adnkronos) - Nuova udienza preliminare, domani mattina, nell'aula bunker del carcere Bicocca di Catania, a carico dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini, imputato per sequestro di persona per la vicenda della nave Gregoretti. Il giudice per le udienze preliminari Nunzio Sarpietro dovrà decidere se accogliere la richiesta delle parti civili di ascoltare in aula, come testimone, l'ex Presidente dell'Anm Luca Palamara. Oggi le parti civili, tra cui Legambiente, Arci e l'associazione AccoglieRete, hanno depositato la richiesta formale anticipata nella scorsa udienza. I legali chiedono di ascoltare Palamara "autorevole figura di snodo istituzionale tra Csm, Anm, Presidenza della Repubblica e figure politiche e di governo di primo piano" per "fare chiarezza" su "uno spazio grigio, una preoccupante zona d'ombra" in "ragione dell'importanza del presente giudizio" e "del clima nel quale si sono consumate le fasi del procedimento". A presentarla oggi l'avvocato Corrado Giuliano, di legale dell'associazione AccoglieRete.
Sempre domani sarà ascoltato, al bunker, l'ambasciatore Maurizio Massari, in qualità di rappresentante permanente dell'Italia all'Unione Europea. L'ex ministro dell'Interno sarà presente a Catania, come ha fatto in ogni udienza con il suo legale, l'avvocato Giulia Bongiorno. Le parti civili insistono, inoltre, sul rinvio a giudizio del leader della Lega. Mentre l'accusa ha chiesto "una sentenza di non luogo a procedere. I legali hanno depositato una memoria difensiva.
l leader leghista, arriva di fronte al gup Sarpietro, per la quinta udienza, dopo la richiesta di giudizio fatta dal Tribunale dei ministri di Catania, richiesta che ha ottenuto il via libera del Senato il 12 febbraio di un anno fa. L'accusa formulata è quella di aver "abusato dei suoi poteri privando della libertà personale 131 migranti a bordo dell’unità navale Gregoretti della guardia costiera italiana dalle 00:35 del 27 luglio 2019 fino al pomeriggio del 31 luglio", quando fu disposta l’autorizzazione allo sbarco nel porto di Augusta, nell’ambito di un accordo per la distribuzione dei migranti in altri cinque paesi Ue.