Milano, 17 gen. (Adnkronos) - Il comparto italiano della comunicazione si conferma come un settore che occupa i giovani, con un incremento del 31% sulla media nazionale che si attesta al 21%, e che punta sulla flessibilità, con lo smartworking che è entrato a far parte di un nuov” modo di lavorare per tante aziende, anche se non tutte. Ma anche in questo settore si conferma la flessione dell’occupazione femminile, crollata al 50,3% di occupati donne contro il 65% del 2020, e la difficoltà dell’accesso del mondo femminile alle posizioni apicali. Sono questi alcuni risultati del rapporto che monitora il mercato del lavoro nel settore della comunicazione italiana elaborato da Una, Aziende della comunicazione unite, e Almed, Alta Scuola in Comunicazione, Media e Spettacolo, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
L’analisi tiene conto delle rilevazioni effettuate su un campione di 172 imprese di comunicazione attive negli ambiti della consulenza creativo-strategica, della realizzazione e produzione e della pianificazione media e delle pubbliche relazioni. Milano si conferma la capitale della comunicazione con oltre il 50% delle imprese del campione. E il 25,2% delle società italiane indipendenti ha più di una sede in Italia. I giovani tra i 15-34 anni rappresentano il 53,1% del totale degli occupati nelle società del campione. Il 31,9% in più rispetto alla media nazionale.
I dipendenti delle società del campione sono per il 50,3% donne e per il 49,7% uomini. E a fronte di un 41,8% di donne in ingresso il rapporto registra un 58,4% di donne in uscita. Inoltre il board delle società è costituito nel complesso dal 64,2% uomini e 35,8% donne.