Roma, 21 feb. (Adnkronos) (di Ileana Sciarra) - Luglio, in estate piena. Ovvero dopo la tornata elettorale di primavera, quando ben sei regioni andranno al voto. Ed evitando così anche il verdetto delle comunali di giugno. A quanto apprende l'Adnkronos, gli Stati generali -l'appuntamento con cui il M5S deve decidere del suo futuro nel tentativo di rimettersi in carreggiata- con molta probabilità slitteranno in estate piena.
Questo è il 'sentiment' che si respira nei piani alti del Movimento, e che annovera tra i sostenitori il capo politico reggente, Vito Crimi. L'evento, come noto, si terrà in due step. Il primo, con ogni probabilità, tra marzo e aprile. Ma quello decisivo, dove probabilmente si definirà il nuovo assetto dei vertici del Movimento e si raccoglieranno le candidature per il nuovo leader, dovrebbe addirittura tenersi in estate, a giugno -viene spiegato da fonti autorevoli- ma con maggiori probabilità a luglio.
La strategia dietro il rinvio sarebbe quella di togliere le castagne dal fuoco al nuovo capo politico, sgomberando il campo da nuovi test elettorali -salvo sorprese- per un anno intero. Tanto più che, dopo il passo indietro di Luigi Di Maio, il Movimento è sceso dal 17,7% al 13%, e in primavera il M5S rischia una debacle senza precedenti.