Palermo, 17 set. (Adnkronos) - E' arrivato alle battute finali il processo d'appello sulla trattativa tra Stato e mafia. Lunedì prossimo, dopo le controrepliche, la Corte d'assise d'appello entrerà in Camera di consiglio. La sentenza dovrebbe essere emessa non prima di martedì o mercoledì. In primo grado il generale Mario Mori e il generale Giuseppe Subranni sono stati condannati a 12 anni, come l’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri e il medico mafioso Nino Cinà, 8 anni sono stati inflitti all’ex capitano dei carabinieri Giuseppe De Donno. ventotto gli anni di pena per il boss mafioso Leoluca Bagarella. La Corte d’Assise d’appello ha, invece, dichiarato prescritto il reato di calunnia contestato a Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo Vito, che in primo grado aveva avuto 8 anni. Secondo i giudici il reato si sarebbe prescritto il 2 aprile 2018, prima dunque della sentenza di primo grado.
Oggi la procura generale ha depositato una memoria sul collaboratore di giustizia nisseno Pietro Riggio. La Corte si è riservata la decisione sul deposito per la prossima udienza, prevista per lunedì.