Palermo, 22 set. (Adnkronos) - “Vidi l'onorevole Violante quattro volte, tra agosto e novembre del 1992, e gli riferii in più fasi che avevo iniziato un rapporto confidenziale con Ciancimino che mi aveva espresso la richiesta di essere sentito dall'Antimafia senza condizioni e gli parlai anche di un libro che l'ex sindaco aveva scritto. Violante mi chiese se avevo avvisato l'autorità giudiziaria e io gli risposi di no, perché, visti i contrasti sorti con la Procura per l'indagine mafia-appalti, mi riservavo di farlo dopo l'insediamento del nuovo procuratore, previsto di lì a poco. Lui non replicò. Ne dedussi che approvava”. Era il 21 gennaio del 2016 e il generale Mario Mori era seduto sul banco dei testimoni, nell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, per rendere dichiarazioni spontanee nel processo di primo grado sulla trattativa tra Stato e mafia. In quella occasione, Mori rispose alla testimonianza resa poco tempo prima dall'ex Presidente della Canera Luciano Violante, in aula che aveva dichiarato di avere saputo da Mori che l' ex sindaco mafioso di Palermo, nel 1992, avrebbe voluto essere ascoltato dallo stesso Violante, ai tempi presidente della Commissione, ma “da solo”.
Per Mori invece “Quella richiesta era rivolta a tutta la Commissione antimafia, non solo a Violante”. Ma cosa disse Violante su quel colloquio tra Ros e don Vito Ciancimino? Lo approvò o no? “Ricordo che nell'ottobre '92 Mori mi disse che Ciancimino intendeva avere un colloquio riservato con me, dissi che non facevo colloqui riservati e che doveva presentare domanda alla commissione. Questo sicuramente prima del 20 ottobre. Mori mi dice che Ciancimino vuole parlare della questione dell'omicidio Lima, che avrebbe chiesto qualcosa, e aggiunse che aveva scritto un libro sulla mafia e se io ero disponibile a leggerlo”, aveva detto ai giudici di primo grado. Un libro che lo stesso Mori aveva consegnato a Violante qualche giorno dopo per un secondo incontro. “