Roma, 17 apr (Adnkronos) - Oltre 5 ore di dibattito, 57 interventi, qualche parlamentare, nessun 'big' (con la sola eccezione di Andrea Orlando). Alla prima, vera, riunione dell'Assemblea del Partito democratico dopo l'elezione di Enrico Letta, protagonisti assoluti sono stati i delegati, i territori, i Circoli. Non più relegati al ruolo di comparse, unici a spartirsi i 5 minuti concessi dalla presidenza per parlare 'da remoto'.
"E' la prima Assemblea che seguo dopo 8 anni, ho provato la più bella sensazione che potessi avere", ha ammesso lo stesso segretario alla fine. Non è stato un format venuto fuori a caso, ma un segnale forte che Letta ha voluto dare per la costruzione di quel partito con "intelligenza collettiva" che, come ha detto lui stesso, renderà il Pd "vincente" in futuro. Del resto, al primo punto dell'Odg dell'Assemblea c'erano i risultati del vademecum spedito a fine marzo a 3mila circoli e a cui hanno risposto quasi 40mila iscritti.
E allora, via dalla scaletta degli interventi i capi gruppo (solo il capo delegazione a Bruxelles Brando Benifei ha preso la parola), i ministri, i presidenti di Commissione, i governatori, i capi corrente, i sindaci (Falcomatà e Leoluca Orlando l'eccezione), i 'big'. Largo ai militanti che hanno risposto al vademecum. Come Alessandra Pedersoli, di Modena: "Ho il Covid!", ha esordito prima di invocare una Scuola di formazione per i giovani. Da salotti, cucine, tinelli di casa (Caterina Biti, vice presidente dei senatori dem, ha postato la foto del suo ferro da stiro piazzato davanti al computer acceso sui lavori) e con wi-fi a volte traballanti, nessuno dei delegati ha buttato via i 'suoi' 5 minuti. Ognuno a modo suo.