Roma, 27 gen. (Adnkronos) - Nicola Zingaretti scende in strada, sotto al Nazareno, che è quasi l'una. "Il 4 marzo è alle nostre spalle", scandisce il segretario dem davanti alle telecamere. Il Pd irrilevante, schiacciato tra il bipolarismo Lega-M5S è archiviato. Lo 'spauracchio' del voto in Emilia delle ultime settimane si è sciolto con la vittoria netta di Stefano Bonaccini. Matteo Salvini battuto, i 5 Stelle "in un travaglio che è sotto gli occhi di tutti". Per i dem, per la forza del Pd nel governo e anche per il segretario in carica si apre una nuova fase.
"Il Pd è il pilastro fondamentale, e non vogliamo essere da soli, di un campo di forze schierato contro la Lega, che è una forza estremista. E questo nonostante due scissioni", dice Zingaretti che conferma la lealtà al governo che, dice, "esce rafforzato perchè è stato Salvini" a voler fare delle regionali un test nazionale: "Ha cercato la spallata e ha fallito".
L'altro partner di governo, i 5 Stelle, escono ammaccati dalla tornata elettorale. E a loro Zingaretti offre una riflessione: "Non mi permetto di dire nulle. Il voto conferma che c'è un bipolarismo e spero che ne prendano atto. Parlo da alleato e non da avversario", scandisce. Insomma: o di qua o di là. Spazio per 'terze vie' non ce n'è. Lo dice esplicito il vicesegretario Andrea Orlando: "I 5 stelle si trovano a un bivio: decidere se andare avanti con la linea Di Maio o se invece prendere una strada diversa nel campo progressista".