Roma, 23 apr. (Adnkronos) - C'è malumore tra i ministri alla vigilia del Cdm chiamato a confrontarsi sul testo del Recovery plan. Questa mattina Il Foglio ha anticipato l'introduzione del Pnrr a firma del premier Mario Draghi, ma gran parte dei membri dell'esecutivo non aveva ancora visto le 318 pagine del Piano che, da qui al 2026, dovrà far ripartire il Paese. Nella giornata di ieri era circolata una sintesi -16 pagine e 9 tabelle- estremamente stringata, messa a punto dal Mef, unico documento nelle mani dei ministri e condiviso nella cabina di regia che si era tenuta in mattinata. Del testo definitivo nemmeno l'ombra. Così oggi la fuga di notizie avrebbe indispettito molti, anche a Palazzo Chigi.
"Sono stati fatti incontri coi partiti, maggioranza e opposizione -lamenta un ministro all'Adnkronos- e il piano non si è visto, solo modalità ascolto. E ora, a poche ore dal Cdm, devo leggerlo su stampa a agenzie? Se fosse successo con Conte sarebbe venuto giù il mondo". Il malumore sarebbe trasversale, anche se nessuno esce allo scoperto. Un mal di pancia che si unisce ai dubbi sul dl aperture, un decreto che scontenta la Lega -che ora deve far i conti anche con l'addio alla riforma 'quota 100' messo nero su bianco nel Pnrr- ma lascia delusi anche i forzisti, i renziani e il fronte dei governatori.
Ora si attende il confronto di domani, che non sarà accompagnato da un voto del Cdm. Prima il passaggio alle Camere, lunedì e martedì, poi un nuovo Consiglio dei ministri per il via libera prima dell'invio del testo a Bruxelles. La deadline resta quella del 30 aprile.