Parigi, 23 apr. - (Adnkronos) - Lo storico francese Pierre Amiet, tra i massimi esperti di assiriologia e su tutti i temi delle civiltà della Mesopotamia, grande nome nel mondo dei musei, direttore del Dipartimento delle antichità orientali del Louvre dal 1968 al 1988, è morto la notte scorsa a Parigi all'età di 98 anni. Autore di importanti studi sull'iconografia e la scultura, Amiet ha sintetizzato la sue immense conoscenze nel saggio "L'arte antica del Vicino Oriente", pubblicato in sette lingue (in italiano da Garzanti).
Pierre Amiet iniziò la sua carriera museale nel 1950, dopo aver discusso una tesi di dottorato sulla glittica (analisi dei sigilli) dei periodi arcaici mesopotamici (2.900-2.340 a.C.). Tra il 1958 e il 1961 è stato curatore dei musei di Chambéry, prima di essere nominato curatore presso il Dipartimento di antichità orientali del Museo del Louvre, assumendo la carica di direttore nel 1968. Ha diretto per molti anni la "Revue d'assyriologie et d'archéologie orientale", continuando a pubblicare articoli fino al 2010, quando aveva 87 anni. Desideroso di trasmettere le sue conoscenze al grande pubblico, ha insegnato all'École du Louvre e ha scritto numerosi libri e manuali, destinati ad amatori e studiosi del Vicino Oriente.
L'enorme lavoro di ricerca di Amiet si è concentrato sull'iconografia mesopotamica e aveva indagato in modo particolate l'epoca degli scambi inter-iraniani (3.500-1.700 a.C.). Questo periodo è caratterizzato dallo sviluppo delle culture proto-iraniane a Susa, capitale del regno dell'Elam, e sull'altopiano iraniano, e dai loro legami economici, politici e culturali con la Mesopotamia e l'Asia centrale. Il suo lavoro titanico sugli archivi e sui reperti di questo periodo è stato ampiamente elogiato dalla comunità accademica.