"Il fractional - sottolinea - può essere quindi considerato una quarta via, accanto alla dirigenza tradizionale, al temporary management classico e alla consulenza attraverso cui un’azienda può accedere a risorse di qualità per migliorare i propri processi gestionali". E’ qualcosa di diverso dal temporary management già conosciuto e utilizzato dalle pmi? "Gli attori - ammette Maurizio Quarta - sono sostanzialmente gli stessi. Se pensiamo ai manager, le caratteristiche di base del fractional manager sono esattamente le stesse del temporary manager: elevata seniority ed esperienza di gestione, grande motivazione nella ricerca di un progetto e delle relative sfide, più che di un lavoro a tempo indeterminato; approccio orientato al fare, quindi manageriale più che consulenziale".
"Se guardiamo - chiarisce - alle società specializzate, possiamo notare che nei modelli stranieri sono le stesse società di temporary che gestiscono anche interventi di fractional nell’ottica di fornire al cliente la migliore soluzione possibile in funzione della sua tipologia e dei suoi bisogni specifici, partendo da un bacino di manager che è sostanzialmente lo stesso. Fractional e temporary possono anche intersecarsi sulla stessa azienda: il fractional può essere utilizzato sia in una fase diagnostica preliminare a un progetto temporary vero e proprio, sia al termine di un progetto temporary per l’implementazione graduale di quanto elaborato da un temporary manager durante l’intervento".
"All’estero, specialmente in Usa, viene utilizzato - fa notare - dagli anni Novanta, ma anche in Italia le nostre prime esperienze risalgono al 2006. Addirittura in Usa, al termine fractional viene ormai sostituito il termine part time management. La novità è più che altro mediatica, dato che negli ultimi tempi se ne parla in maniera esplicita molto più che in passato, grazie ad esempio anche al contributo di Andrea Pietrini. Per la piccola impresa è uno strumento ideale per portare in casa competenze di alto livello non altrimenti disponibili, a costi accessibili, con il risultato di accrescere le capacità delle persone già operanti in azienda, che alla fine di un intervento saranno in grado di fare le stesse cose meglio di prima oppure di farne di nuove".