Turismo, un lavoro da rendere più attrattivo per giovani

Venezia, 7 ott. (Adnkronos/Labitalia) - Per crescere il turismo ha bisogno di competenze giovani. Bisogna renderlo più attrattivo a partire dalla scuola e dalle storie di chi ci lavora. Partiamo dai dati per conoscere e migliorare il percorso scuola lavoro in questo settore. Questo l’obiettivo dell’incontro 'Turismo: giovani, formazione, lavoro' organizzato ieri a Venezia da Manageritalia e Ciset. Questo primo appuntamento del progetto quadriennale Giovani, imprese, lavoro: il Veneto verso Milano-Cortina 2026 lanciato nel 2021 è stato un utile momento confronto sul tema dei giovani, della loro formazione e dell’inserimento lavorativo nel settore turistico, supportato da una serie di analisi quantitative e qualitative svolte e presentate da: Michele Tamma, presidente Ciset; Daniele Nicolai, Ufficio studi Cgia Mestre; Luigi Giacomon, Manageritalia Veneto; Erica Mingotto, ricercatrice Ciset; Silvia Oliva, ricercatrice senior Fondazione Nordest.Ecco in pillole alcuni aspetti emersi dalle indagini, che hanno preso in esame la situazione occupazionale dei giovani veneti diplomati in istituti professionali e tecnici ad indirizzo turistico. In Veneto l’occupazione nel turismo nel primo semestre 2022 cresce del 2,2%, anche se meno di quella totale (+8,4%). È soprattutto di tipo stagionale: copre quasi la metà (45,5%) del totale delle assunzioni stagionali in Veneto, con una prevalenza di professioni qualificate (58%). Inoltre, i contratti a tempo determinato sono l’84,4%, rispetto al 75,6% dell’intera economia. Tra gli assunti, i 15-29enni pesano il 36,5% nell’intera economia e il 40,8% del turismo. Per quanto riguarda la scuola, le iscrizioni agli istituti superiori sono sostanzialmente stabili (-2,9% nell’ultimo decennio), ma calano nell’ambito professionale, in particolare per quello turistico: - 34,7% nel decennio e -50,4% nel professionale Enogastronomico e Ospitalità alberghiera.Dai dati elaborati da Fondazione Agnelli e Crisp per Manageritalia, presentati da Luigi Giacomon, Manageritalia Veneto, emerge che per quanto riguarda gli istituti superiori del turismo, dai professionali escono profili più definiti rispetto ai lavori richiesti e si registra una limitata tendenza a proseguire gli studi; ci sono più giovani occupati e meno in attesa della prima occupazione. Ecco alcuni degli interventi in apertura e chiusura dell’evento. Lucio Fochesato, presidente Manageritalia Veneto: "abbiamo lanciato questo progetto quadriennale un anno fa insieme a Ciset, coinvolgendo tutti gli stakeholder del turismo veneto, per la ripresa del settore e farci trovare preparati per l’appuntamento di Milano-Cortina 2026. Anche le sempre maggiori difficoltà d’incontro tra domanda e offerta di lavoro ci dicono che dobbiamo migliorare la sinergia tra la formazione dei giovani e le necessità del turismo in termini di competenze. Come manager, insieme alla collettività, vogliamo rendere più sinergico il filo conduttore scuola-lavoro e migliorare l’attrattività del Turismo che, per l’Italia e il Veneto, è sicuramente uno dei settori su cui puntare in termini non solo quantitativi ma anche qualitativi. L'analisi dei dati e la gestione manageriali di ogni aspetto di questo settore sono i cardini da cui partire". Michele Tamma, presidente Ciset e docente di Economia d'impresa all’Università Ca’ Foscari Venezia: "Per il turismo, investire nei giovani significa costruire il capitale umano futuro, indispensabile per la sua sostenibilità. È altrettanto chiaro che occorre una risposta sistemica, alla quale nessuno può sottrarsi, necessaria a rendere più incisivi e robusti i processi di orientamento, formazione, accompagnamento all'ingresso nel mondo del lavoro e ai primi anni di carriera. Due aspetti, fra gli altri, su cui intervenire e con urgenza: la produzione e la circolazione di informazioni e conoscenze su questi temi più profonde, accessibili e utilizzabili da parte dei giovani e le loro famiglie, delle imprese, degli istituti e degli operatori della formazione, delle pubbliche amministrazioni; la predisposizione di progetti e strumenti che incoraggino e facilitino il dialogo e la cooperazione fra i diversi attori del sistema, ciascuno detentore di competenze, esperienze, informazioni, necessità, diverse e da integrare". Elena Donazzan, assessore Istruzione formazione lavoro Regione del Veneto: "Sul fatto che il turismo sia un settore strategico non si discute. In quest’ultima stagione c’è stata sicuramente una maggiore difficoltà nel reperimento dei lavoratori, che è stata risolta in modo non strutturato. Bisogna quindi creare in sistema integrato tra scuola e lavoro che supporti l’efficacia dei meccanismi alla base della funzionalità del settore e favorisca una narrativa più vicina alla realtà e appetibile per i giovani lavoratori; lavoreremo in particolar modo sull’orientamento e sull’alta formazione specialistica".Federico Caner, assessore Turismo Regione del Veneto: "E' necessario lavorare in rete tra istituzioni, imprese e mondo della scuola per far tornare attrattivo il mondo del lavoro nel comparto turistico. Un settore fondamentale per l’Italia, ma ancora di più per il Veneto, prima regione italiana con 72 milioni di presenze all’anno e oltre 18 miliardi di fatturato. Dobbiamo, insieme, stimolare maggiori collaborazioni per far nascere laboratori d’impresa, incubatori verticali anche sul turismo, accompagnare la nascita delle imprese e accelerare questo tipo di percorso, guardando anche all’esempio estero di collaborazioni tra destinazioni turistiche e incubatori di impresa che supportano start up strettamente legate alla crescita di quel singolo territorio. Come Regione del Veneto, già col nuovo Piano strategico del turismo abbiamo voluto sviluppare un approccio al capitale umano che promuova un programma di cultura dell’accoglienza, come la stesura di una Carta per le destinazioni condivisa tra tutti gli operatori, ma anche attraverso una certificazione delle competenze acquisite (progetto pilota Unioncamere del Veneto e direzione Turismo e direzione Formazione e lavoro della Regione del Veneto)".Simone Venturini, assessore Turismo e sviluppo economico Comune di Venezia: "La chiave di volta del progetto di Manageritalia Veneto e Ciset è il coinvolgimento dei giovani: di solito parliamo di loro, mentre in questo caso con loro. Nel settore turistico, oggi, la vera emergenza rimane quella del capitale umano: dopo la pandemia siamo ripartiti ma senza l'esercito di figure qualificate. Guardando al futuro, per colmare questo gap, dobbiamo chiederci come entusiasmare i giovani e far tornare loro la voglia di impegnarsi in questo settore. Tre sono le strade: da un lato bisogna dare valore all'impegno del singolo; dobbiamo far capire ai giovani che magari si parte dalla gavetta, ma con le giuste competenze si può arrivare lontano. In secondo luogo, dobbiamo 'ri-nobilitare' le scuole turistiche (istituti tecnici e professionali), per troppo tempo considerate di serie B dall'opinione pubblica. Infine, è necessario puntare sulla managerialità, per trasferire le competenze necessarie a quelle imprese familiari che caratterizzano l'ecosistema economico non solo della regione, ma di tutto il Paese".Mario Mantovani, presidente Manageritalia: "Tre sono le sfide. In primo luogo, la stagionalità, che è vista come un limite insuperabile, ma non lo è: il Veneto può vantare enormi potenzialità per il turismo culturale, invernale, estivo... non è l’attrattiva lungo tutto l’arco dell’anno a mancare, mancano figure manageriali in grado di creare sinergia tra i vari turismi. Poi l’evoluzione tecnologica, a cui il settore turistico non può essere impermeabile. Infine, l’internazionalizzazione: ci focalizziamo sui giovani che voglio andare via, ma non su quelli che vorrebbero lavorare e vivere il Italia (e sono tanti!), ma si scontrano con una burocrazia e una serie di permessi che lo rendono praticamente impossibile". L’incontro si è chiuso con una tavola rotonda, guidata da Alessandro Zuin, coordinatore editoriale Corriere Imprese Nordest a cui hanno partecipato: Dania Sartorato, presidente Confcommercio Unione provinciale Treviso; Edi Brisotto, dirigente scolastico Ipssar Alberini, Lancenigo di Villorba; Paolo Lorenzoni, responsabile turismo Confindustria Veneto; Massimo Marzano Bernardi, direttore Formazione e Istruzione Regione del Veneto.E ancora: Carmela Palumbo, direttore generale Ufficio scolastico regionale Veneto; Rachele Scandella, dirigente scolastico Ites Algarotti-Sarpi, Ipssar Barbarigo, Venezia; Claudio Scarpa, direttore Associazione veneziana albergatori; Massimiliano Schiavon, presidente Federalberghi Veneto e presidente Its academy turismo Veneto; Francesca Simeoni, docente Università degli Studi di Verona; Mauro Giovanni Viti, direttore direzione Turismo Regione del Veneto.

Venezia, 7 ott. (Adnkronos/Labitalia) - Per crescere il turismo ha bisogno di competenze giovani. Bisogna renderlo più attrattivo a partire dalla scuola e dalle storie di chi ci lavora. Partiamo dai dati per conoscere e migliorare il percorso scuola lavoro in questo settore. Questo l’obiettivo dell’incontro 'Turismo: giovani, formazione, lavoro' organizzato ieri a Venezia da Manageritalia e Ciset. Questo primo appuntamento del progetto quadriennale Giovani, imprese, lavoro: il Veneto verso Milano-Cortina 2026 lanciato nel 2021 è stato un utile momento confronto sul tema dei giovani, della loro formazione e dell’inserimento lavorativo nel settore turistico, supportato da una serie di analisi quantitative e qualitative svolte e presentate da: Michele Tamma, presidente Ciset; Daniele Nicolai, Ufficio studi Cgia Mestre; Luigi Giacomon, Manageritalia Veneto; Erica Mingotto, ricercatrice Ciset; Silvia Oliva, ricercatrice senior Fondazione Nordest.Ecco in pillole alcuni aspetti emersi dalle indagini, che hanno preso in esame la situazione occupazionale dei giovani veneti diplomati in istituti professionali e tecnici ad indirizzo turistico. In Veneto l’occupazione nel turismo nel primo semestre 2022 cresce del 2,2%, anche se meno di quella totale (+8,4%). È soprattutto di tipo stagionale: copre quasi la metà (45,5%) del totale delle assunzioni stagionali in Veneto, con una prevalenza di professioni qualificate (58%). Inoltre, i contratti a tempo determinato sono l’84,4%, rispetto al 75,6% dell’intera economia. Tra gli assunti, i 15-29enni pesano il 36,5% nell’intera economia e il 40,8% del turismo. Per quanto riguarda la scuola, le iscrizioni agli istituti superiori sono sostanzialmente stabili (-2,9% nell’ultimo decennio), ma calano nell’ambito professionale, in particolare per quello turistico: - 34,7% nel decennio e -50,4% nel professionale Enogastronomico e Ospitalità alberghiera.Dai dati elaborati da Fondazione Agnelli e Crisp per Manageritalia, presentati da Luigi Giacomon, Manageritalia Veneto, emerge che per quanto riguarda gli istituti superiori del turismo, dai professionali escono profili più definiti rispetto ai lavori richiesti e si registra una limitata tendenza a proseguire gli studi; ci sono più giovani occupati e meno in attesa della prima occupazione. Ecco alcuni degli interventi in apertura e chiusura dell’evento. Lucio Fochesato, presidente Manageritalia Veneto: "abbiamo lanciato questo progetto quadriennale un anno fa insieme a Ciset, coinvolgendo tutti gli stakeholder del turismo veneto, per la ripresa del settore e farci trovare preparati per l’appuntamento di Milano-Cortina 2026. Anche le sempre maggiori difficoltà d’incontro tra domanda e offerta di lavoro ci dicono che dobbiamo migliorare la sinergia tra la formazione dei giovani e le necessità del turismo in termini di competenze. Come manager, insieme alla collettività, vogliamo rendere più sinergico il filo conduttore scuola-lavoro e migliorare l’attrattività del Turismo che, per l’Italia e il Veneto, è sicuramente uno dei settori su cui puntare in termini non solo quantitativi ma anche qualitativi. L'analisi dei dati e la gestione manageriali di ogni aspetto di questo settore sono i cardini da cui partire". Michele Tamma, presidente Ciset e docente di Economia d'impresa all’Università Ca’ Foscari Venezia: "Per il turismo, investire nei giovani significa costruire il capitale umano futuro, indispensabile per la sua sostenibilità. È altrettanto chiaro che occorre una risposta sistemica, alla quale nessuno può sottrarsi, necessaria a rendere più incisivi e robusti i processi di orientamento, formazione, accompagnamento all'ingresso nel mondo del lavoro e ai primi anni di carriera. Due aspetti, fra gli altri, su cui intervenire e con urgenza: la produzione e la circolazione di informazioni e conoscenze su questi temi più profonde, accessibili e utilizzabili da parte dei giovani e le loro famiglie, delle imprese, degli istituti e degli operatori della formazione, delle pubbliche amministrazioni; la predisposizione di progetti e strumenti che incoraggino e facilitino il dialogo e la cooperazione fra i diversi attori del sistema, ciascuno detentore di competenze, esperienze, informazioni, necessità, diverse e da integrare". Elena Donazzan, assessore Istruzione formazione lavoro Regione del Veneto: "Sul fatto che il turismo sia un settore strategico non si discute. In quest’ultima stagione c’è stata sicuramente una maggiore difficoltà nel reperimento dei lavoratori, che è stata risolta in modo non strutturato. Bisogna quindi creare in sistema integrato tra scuola e lavoro che supporti l’efficacia dei meccanismi alla base della funzionalità del settore e favorisca una narrativa più vicina alla realtà e appetibile per i giovani lavoratori; lavoreremo in particolar modo sull’orientamento e sull’alta formazione specialistica".Federico Caner, assessore Turismo Regione del Veneto: "E' necessario lavorare in rete tra istituzioni, imprese e mondo della scuola per far tornare attrattivo il mondo del lavoro nel comparto turistico. Un settore fondamentale per l’Italia, ma ancora di più per il Veneto, prima regione italiana con 72 milioni di presenze all’anno e oltre 18 miliardi di fatturato. Dobbiamo, insieme, stimolare maggiori collaborazioni per far nascere laboratori d’impresa, incubatori verticali anche sul turismo, accompagnare la nascita delle imprese e accelerare questo tipo di percorso, guardando anche all’esempio estero di collaborazioni tra destinazioni turistiche e incubatori di impresa che supportano start up strettamente legate alla crescita di quel singolo territorio. Come Regione del Veneto, già col nuovo Piano strategico del turismo abbiamo voluto sviluppare un approccio al capitale umano che promuova un programma di cultura dell’accoglienza, come la stesura di una Carta per le destinazioni condivisa tra tutti gli operatori, ma anche attraverso una certificazione delle competenze acquisite (progetto pilota Unioncamere del Veneto e direzione Turismo e direzione Formazione e lavoro della Regione del Veneto)".Simone Venturini, assessore Turismo e sviluppo economico Comune di Venezia: "La chiave di volta del progetto di Manageritalia Veneto e Ciset è il coinvolgimento dei giovani: di solito parliamo di loro, mentre in questo caso con loro. Nel settore turistico, oggi, la vera emergenza rimane quella del capitale umano: dopo la pandemia siamo ripartiti ma senza l'esercito di figure qualificate. Guardando al futuro, per colmare questo gap, dobbiamo chiederci come entusiasmare i giovani e far tornare loro la voglia di impegnarsi in questo settore. Tre sono le strade: da un lato bisogna dare valore all'impegno del singolo; dobbiamo far capire ai giovani che magari si parte dalla gavetta, ma con le giuste competenze si può arrivare lontano. In secondo luogo, dobbiamo 'ri-nobilitare' le scuole turistiche (istituti tecnici e professionali), per troppo tempo considerate di serie B dall'opinione pubblica. Infine, è necessario puntare sulla managerialità, per trasferire le competenze necessarie a quelle imprese familiari che caratterizzano l'ecosistema economico non solo della regione, ma di tutto il Paese".Mario Mantovani, presidente Manageritalia: "Tre sono le sfide. In primo luogo, la stagionalità, che è vista come un limite insuperabile, ma non lo è: il Veneto può vantare enormi potenzialità per il turismo culturale, invernale, estivo... non è l’attrattiva lungo tutto l’arco dell’anno a mancare, mancano figure manageriali in grado di creare sinergia tra i vari turismi. Poi l’evoluzione tecnologica, a cui il settore turistico non può essere impermeabile. Infine, l’internazionalizzazione: ci focalizziamo sui giovani che voglio andare via, ma non su quelli che vorrebbero lavorare e vivere il Italia (e sono tanti!), ma si scontrano con una burocrazia e una serie di permessi che lo rendono praticamente impossibile". L’incontro si è chiuso con una tavola rotonda, guidata da Alessandro Zuin, coordinatore editoriale Corriere Imprese Nordest a cui hanno partecipato: Dania Sartorato, presidente Confcommercio Unione provinciale Treviso; Edi Brisotto, dirigente scolastico Ipssar Alberini, Lancenigo di Villorba; Paolo Lorenzoni, responsabile turismo Confindustria Veneto; Massimo Marzano Bernardi, direttore Formazione e Istruzione Regione del Veneto.E ancora: Carmela Palumbo, direttore generale Ufficio scolastico regionale Veneto; Rachele Scandella, dirigente scolastico Ites Algarotti-Sarpi, Ipssar Barbarigo, Venezia; Claudio Scarpa, direttore Associazione veneziana albergatori; Massimiliano Schiavon, presidente Federalberghi Veneto e presidente Its academy turismo Veneto; Francesca Simeoni, docente Università degli Studi di Verona; Mauro Giovanni Viti, direttore direzione Turismo Regione del Veneto.