Notte Ricercatori Neuromed, rinnovato il dialogo tra scienza e cittadini

Roma, 1 ott. (Adnkronos Salute) - La 'Notte dei ricercatori' dell'Irccs Neuromed di Pozzilli (Is) ha assunto nel corso degli anni per un ruolo importante e anche quest'anno la Notte europea della ricerca ha rinnovato il dialogo tra scienza e cittadini. Come in passato, anche l’edizione 2022 ha avuto al centro i giovani e le scuole. "Ieri il Simposio internazionale sulla diagnostica per immagini digitale, che ha rappresentato l’occasione per presentare la Rete europea Euro-BioImaging, della quale fa parte la piattaforma Digital Imaging Multimodal Platform (Dimp), coordinata dal Dipartimento di Innovazione in Ingegneria e Fisica del Neuromed". Lo sottolinea in una nota l'Irccs Neuromed di Pozzilli (Is). Ospiti il professor John Eriksson, Direttore della Esfri Euro-BioImaging, la dottoressa Linda Chaabane, Responsabile dell’area biomedica della Rete, ed esponenti del mondo scientifico, delle Università e delle Istituzioni. Al centro del simposio le applicazioni e il futuro delle nuove tecnologie di diagnostica digitale, le frontiere che si stanno aprendo per la diagnosi sempre più precoce delle malattie. Ma anche l’occasione che la rete Euro-BioImaging rappresenta per i ricercatori europei. "Una rete – ha detto Chaabane – di 149 Centri che mettono a disposizione le loro tecnologie. Spesso le strumentazioni possono richiedere grandi investimenti, magari non alla portata di tutti i laboratori. Con Euro-BioImaging ricercatori di Paesi e discipline diverse possono utilizzare tecnologie che magari non hanno nelle proprie strutture. E la rete li facilita anche sostenendoli per gli spostamenti nel centro prescelto". “Le parole chiave di questa rete europea – ha spiegato Nicola D’Ascenzo, Responsabile del Dipartimento di Innovazione in Ingegneria e Fisica, che ha moderato l’incontro – sono interazione e cross-disciplinarietà. Sono idee, ma sono anche veri ‘strumenti’, a disposizione dei ricercatori per allargare i propri orizzonti. E sono anche parole che parlano di sogni, di prospettive che la scienza sta portando non solo agli addetti ai lavori, ma a tutti i cittadini. È per questo che la presentazione di Euro-BioImaging nell’ambito della Notte Europea dei Ricercatori Neuromed rappresenta un tassello importante nel dialogo tra scienza e cittadini".“Il messaggio che ci arriva dalla nostra partecipazione a questa prestigiosa rete – ha commentato Emilia Belfiore, responsabile Ricerca e Sviluppo del Neuromed - è che la ricerca non ha confini. Ma non sto parlando solo di confini geografici, che possono essere varcati da giovani studiosi per sfruttare occasioni altrimenti difficili da avere. Sono anche i confini di settore, quelli che dividono le diverse discipline, che possono essere varcati per disegnare la scienza dei prossimi anni”.I giovani presenti in sala hanno quindi potuto avere un panorama completo di una realtà scientifica in continua evoluzione. Ma la Notte dei Ricercatori è da sempre un momento per porsi domande più ampie. “Ai giovani – ha commentato Luigi Frati, direttore scientifico dell’Irccs Neuromed – vorrei dire una cosa molto semplice: conoscere, studiare, impegnarsi non serve solo a costruire la propria carriera: è un modo di entrare nella complessità del mondo, una complessità mai da temere, ma da abbracciare”.

Roma, 1 ott. (Adnkronos Salute) - La 'Notte dei ricercatori' dell'Irccs Neuromed di Pozzilli (Is) ha assunto nel corso degli anni per un ruolo importante e anche quest'anno la Notte europea della ricerca ha rinnovato il dialogo tra scienza e cittadini. Come in passato, anche l’edizione 2022 ha avuto al centro i giovani e le scuole. "Ieri il Simposio internazionale sulla diagnostica per immagini digitale, che ha rappresentato l’occasione per presentare la Rete europea Euro-BioImaging, della quale fa parte la piattaforma Digital Imaging Multimodal Platform (Dimp), coordinata dal Dipartimento di Innovazione in Ingegneria e Fisica del Neuromed". Lo sottolinea in una nota l'Irccs Neuromed di Pozzilli (Is). Ospiti il professor John Eriksson, Direttore della Esfri Euro-BioImaging, la dottoressa Linda Chaabane, Responsabile dell’area biomedica della Rete, ed esponenti del mondo scientifico, delle Università e delle Istituzioni. Al centro del simposio le applicazioni e il futuro delle nuove tecnologie di diagnostica digitale, le frontiere che si stanno aprendo per la diagnosi sempre più precoce delle malattie. Ma anche l’occasione che la rete Euro-BioImaging rappresenta per i ricercatori europei. "Una rete – ha detto Chaabane – di 149 Centri che mettono a disposizione le loro tecnologie. Spesso le strumentazioni possono richiedere grandi investimenti, magari non alla portata di tutti i laboratori. Con Euro-BioImaging ricercatori di Paesi e discipline diverse possono utilizzare tecnologie che magari non hanno nelle proprie strutture. E la rete li facilita anche sostenendoli per gli spostamenti nel centro prescelto". “Le parole chiave di questa rete europea – ha spiegato Nicola D’Ascenzo, Responsabile del Dipartimento di Innovazione in Ingegneria e Fisica, che ha moderato l’incontro – sono interazione e cross-disciplinarietà. Sono idee, ma sono anche veri ‘strumenti’, a disposizione dei ricercatori per allargare i propri orizzonti. E sono anche parole che parlano di sogni, di prospettive che la scienza sta portando non solo agli addetti ai lavori, ma a tutti i cittadini. È per questo che la presentazione di Euro-BioImaging nell’ambito della Notte Europea dei Ricercatori Neuromed rappresenta un tassello importante nel dialogo tra scienza e cittadini".“Il messaggio che ci arriva dalla nostra partecipazione a questa prestigiosa rete – ha commentato Emilia Belfiore, responsabile Ricerca e Sviluppo del Neuromed - è che la ricerca non ha confini. Ma non sto parlando solo di confini geografici, che possono essere varcati da giovani studiosi per sfruttare occasioni altrimenti difficili da avere. Sono anche i confini di settore, quelli che dividono le diverse discipline, che possono essere varcati per disegnare la scienza dei prossimi anni”.I giovani presenti in sala hanno quindi potuto avere un panorama completo di una realtà scientifica in continua evoluzione. Ma la Notte dei Ricercatori è da sempre un momento per porsi domande più ampie. “Ai giovani – ha commentato Luigi Frati, direttore scientifico dell’Irccs Neuromed – vorrei dire una cosa molto semplice: conoscere, studiare, impegnarsi non serve solo a costruire la propria carriera: è un modo di entrare nella complessità del mondo, una complessità mai da temere, ma da abbracciare”.