Mercati azionari che ieri hanno emesso il loro verdetto sulle trattative America/Cina. La Cina ha messo subito in pratica forti ritorsioni verso l’America consapevole di due punti di forza che le appartengono: il primo è il fatto che i cinesi hanno in mano molto debito pubblico americano, anche se useranno con cautela questa posizione perché potrebbe ritorcersi negativamente contro il creditore; il secondo è che Trump sa benissimo che dal punto di vista strategico i cinesi hanno fatto grandissimi progressi, e hanno in mano molta più conoscenza e tecnologia innovativa di quanto forse non ha l’America stessa. Manovre di ritorsioni contro l’America sui dazi significa andare a colpire molte aziende quotate sul Nasdaq, aziende decisamente grosse, e può essere collateralmente un modo per buttare giù Wall Street.

Questo gli operatori l’hanno capito benissimo, insieme al fatto che hanno perfettamente chiaro che le distanze fra le parti sono molto superiori rispetto a quanto si immaginava, e che altrettanto chiaro che nessuno in questo aumento vuole mollare la presa. Poiché fino alla settimana scorsa si comprava pensando che le cose stessero in maniera diversa, ieri abbiamo visto smontaggi di posizioni veramente brutali con una pressione ribassista di potenza inaudita.

Pertanto, eventuali recuperi dei mercati azionari oggi - a meno che non arrivino notizie clamorosamente positive sul fronte geopolitico - sono da inquadrare in ottica di rimbalzo.

Primi obiettivi di questo rimbalzo potrebbero essere area 11.943-11.967 e in ultima analisi tutta la zona compresa fra 11.980 12.000 per il Dax. Parto con la mia analisi da questo indice perché a tutti molto caro, e perché nella seduta di ieri si sono viste proprio rotture tecniche a partire da 12.030, e non è fuori luogo ipotizzare che vi siano molte posizioni sofferenza ad esempio, a metà mattinata c’è stata molta attività in zona 11.960 che corrispondeva anche al minimo di giovedì 9/5, franato in modo davvero raccapricciante.