Situazione di precarietà per Sabaf che ha perso ulteriore terreno nelle ultime due settimane. Le prospettive del titolo della società produttrice di componenti per cucine e apparecchi domestici per la cottura a gas, risultano incerte e in caso di discese al di sotto del sostegno psicologico a 10 euro, si profilerebbe all’orizzonte l’ipotesi di un ritorno a 9,65 e con quest’ultima violazione fino area 9,45 euro. Al fine di scongiurare detto scenario, i corsi dovranno riportarsi quanto prima al di sopra di 11 euro (con tenuta settimanale), circostanza che creerebbe i presupposti per una estensione verso il primo obiettivo a 11,30 euro. Il titolo negli ultimi 6 mesi ha ceduto il 14.4%, il 51.20% in 5 anni e negli ultimi 16 anni ha invece guadagnato circa 15 punti percentuali.  Nel 2015 il Gruppo Sabaf ha conseguito un moderato incremento delle vendite, che hanno raggiunto i 138 milioni di euro (+1,2%). L’incremento delle vendite è attribuibile principalmente alla crescita dei bruciatori: relativamente ai bruciatori standard il Gruppo ha beneficiato della forte competitività dei suoi processi produttivi (grazie anche alla maggiore produzione presso lo stabilimento turco), mentre per quanto riguarda i bruciatori speciali si rileva il successo dell’introduzione di nuovi modelli ad alta efficienza energetica. Molto positivo è stato anche l’andamento delle vendite di cerniere, dove sono stati consolidati alcuni importanti rapporti di fornitura e introdotti nuovi modelli speciali. Le famiglie dei rubinetti e termostati hanno invece registrato una flessione, a causa di una maggiore pressione competitiva.