Mancano 24 ore alla fine di gennaio, ed è ancora combattuto il saldo per lo S&P500 di questo primo mese dell’anno. I compratori ieri hanno messo da parte un discreto margine, ma la partita del Barometro Gennaio rimane aperta.

Seduta all’insegna del recupero per i mercati azionari mondiali. Ci sovviene che un minimo era pronosticato per la fine di gennaio, sicché la reazione di ieri promette di conoscere un seguito nell’immediato; che si tratti di una ripartenza definitiva, però, resta da dimostrarsi.

Mancano 24 ore alla fine di gennaio, ed è ancora combattuto il saldo per lo S&P500 di questo primo mese dell’anno. I compratori ieri hanno messo da parte un discreto margine; ma 31 punti possono sfumare, oggi, con un ragionevole flusso di prese di beneficio. La partita del Barometro Gennaio insomma rimane aperta.

L’aspetto confortante per gli investitori, è che l’assalto ai massimi è ora accompagnato da volumi record: 23 miliardi di azioni passate di mano al termine della seduta di mercoledì. Mai visto un turnover così elevato in tutta la storia delle borse americane. Charles Dow era solito ammonire: i volumi devono confermare il trend. Prescrizione opinabile, sconfessata non di rado; e tuttavia fa sorridere come per anni, una crescita inarrestabile dei corsi azionari sia stata avversata dagli autoemarginati del listino, in nome di una assenza di volumi significativi; e ora che gli scambi si ispessiscono, non va bene comunque. Incontentabili.

Rimandiamo al rapporto stagionale pubblicato ieri per gli effetti che la terna stagionale produrrebbe sulle probabilità di guadagno da qui alla fine dell’anno per lo S&P500. Nel breve periodo rimane ferma la proiezione formulata ieri, e basata sul comportamento di mercato in seguito all’inaugurazione di un nuovo ciclo economico espansivo su scala globale: un minimo definitivo si dovrebbe manifestare solamente nella prima decade del prossimo mese.

Reduce da un periodo non particolarmente esaltante, Piazza Affari ieri è scattata con maggiore veemenza rispetto ad altri listini. La conformazione conseguita appare incoraggiante. Nulla di esaltante, però. L’interpretazione prevalente è quella del trading range, che ci dovrebbe accompagnare nelle prossime settimane, se non mesi.