Attese ancora difficoltà nelle prossime sedute

Spazio per scendere ve ne sarebbe ancora: sino a 18200 punti senza particolari rischi. Di E.Macallé

S’era scritto giovedì scorso:“Nell’attuale situazione, che potremmo ragionevolmente definir di “dubbio metodico”, noi saremmo portati a “sperare” in una discesa dei corsi sotto i 18750 punti nei primi giorni della prossima settimana, una speranza, tuttavia, da “rialzisti” (giacché questo, invero, è il nostro “atteggiamento” su base mensile!) perché tale violazione del supporto potrebbe rivelarsi, nel giro di qualche seduta, un falso segnale, con tutto quel che potrebbe poi seguirne: una repentina inversione al rialzo dei corsi con successiva violazione della resistenza in area 20700p.”Gli ultimi, insomma, che potrebbero dirsi delusi da quant’avvenuto oggi siamo proprio noi… anche se non è che possiamo prender l’ormai “accaduto” a cuor leggero: la nostra speranza, infatti, è che non si scenda granché sotto gli attuali livelli per non rischiar di “rompere” del tutto il giocattolo.In realtà, spazio per scendere ve ne sarebbe ancora: sino a 18200 punti senza particolari rischi. E’ tuttavia il tempo che c’impone ritmi serrati: ritrovarci domani sera a 18250 punti non sarebbe un problema particolarmente grave, ritrovarcisi venerdì prossimo… lo sarebbe eccome! D’altra parte, il supporto su cui noi abbiamo puntato le nostre fiches è un supporto dinamico ed il suo valore sale col trascorrere dei giorni.Quel che oggi fa più paura è il nostro MACD settimanale che, dopo molto salire, ha prima rallentato la sua corsa, quindi s’è impiantato sui valori delle prime settimane di giugno ed oggi, invece, ha piegato (seppur timidamente) al ribasso. La sua media mobile ancor tiene e tiene soprattutto il passo all’insù, ma è il tempo che potrebbe inficiare quanto di buono s’è fatto sin qui: perché nel corso della prossima settimana non sarebbero più sufficienti gli attuali valori per sorreggere l’intero quadro. Non solo, perché al di là di quel che potrebbero esser le prossime settimane, sarebbe necessario un nuovo spunto al rialzo (e di spessore!) per recuperare l’aspetto dei tempi migliori (leggasi “quello di marzo ed aprile”).