Alternanza di fasi impulsive notevoli per Azimut che dopo aver recuperato  fino a 15.70, perde velocemente terreno avvicinandosi prima lungo il forte sbarramento a 14.40 e da poche sedute recuperando quota 15 euro.

Oggetto di forti scambi con volumi spesso di poco oltre la media, il titolo viene penalizzato dagli investitori in questa fase ancora ribassista del FTSE MIB, non riuscendo a portarsi stabilmente oltre i 15.50 euro.

Gli investitori infatti dopo aver monetizzato il dividendo "super" e l'incremento di valore dai minimi a 10.90 euro dal 80%, scaricano il titolo a maggio in perfetta coerenza con l'andamento ribassista del Ftse Mib. 

Le dichiarazioni rilasciate in una recente intervista da Pietro Giuliani, presidente e CEO della società di risparmio gestito, palesano il forte disappunto nei confronti dei venditori che in passato hanno fatto di Azimut il titolo più "shortato" del Ftse Mib.

Il manager nonché uno dei maggiori azionisti della società, con il 70% delle azioni in circolazione come flottante quindi liquida e scalabile, ha senza mezzi termini indicato la sua vendetta dichiarando che la crescita del titolo è solo un decimo del potenziale.

Recentemente sempre l'analisi dei volumi scambiati ha evidenziato quantità in drastico aumento, in corrispondenza della long black marubozu disegnata sul grafico giornaliero lo scorso 9 maggio.