Azimut grazie all'exploit di ieri del Ftse Mib riparte con slancio verso il target minimo necessario ad invertire il potente trend ribassista ancora in essere, ovvero oltre quota 12.20 euro

Recentemente gli analisti di banca Imi hanno abbassato il target price a 12.20 da 15.50 e l'indicazione di acquisto da buy a hold.

A pesare sul giudizio sfavorevole sono gli ultimi dati trimestrali rilasciati dalla società, che parlano di ricavi attesi a 566 milioni contro i 592 milioni dello stesso periodo del 2017, con un utile in discesa a 112 milioni rispetto ai 166 del 2017.

Molti operatori si  aspettavano dati peggiori motivati dal forte calo dei mercati che riduce le commissioni di performance dei fondi venduti dalla società, ma la buona crescita delle masse gestite ha in parte colmato il rallentamento degli utili.

Dal punto di vista grafico il titolo è reduce da una violenta caduta delle quotazioni a partire dallo scorso 5 ottobre, costata una perdita di valore superiore al 20 per cento.

Vengono infatti superati consecutivamente tutti i livelli di supporto indicati, come 12.67, 11.90 e infine 10.85 euro, mentre il minimo a 10.28 solo di recente è stato consolidato.

Quest'ultimo livello di prezzo è importante perché a partire dal recupero di effettuato dal 21 novembre scorso, l'indicatore di trend cci consente di registrare il cambio di passo della pressione di vendita, che viene ribaltata a favore del rimbalzo attuale.

Sfortunatamente però è troppo presto per considerare come conclusa la fase ribassista, che anzi minaccia ancora di riportare sotto quota 11 euro le quotazioni, qualora il Ftse mib non dovesse riuscire a superare il livello di inversione del trend.