La guerra commerciale lanciata dagli Usa alla Cina potrebbe durare più a lungo di quanto si pensi. Le stime degli analisti sono per una disputa che si protrarrà fino alla seconda metà del 2019 e forse anche oltre quella data. Nessuno dei due paesi ha intenzione di dare segni di debolezza: l’aspetto politico è insomma più importante di quello economico e le due parti sono disposte, pur di non sembrare diplomaticamente deboli in patria, ad assorbire qualche danno economico.

I contraccolpi di mercato della partita sui dazi tarderanno a manifestarsi perché tra gli investitori prevale la convinzione che i toni alti sul commercio di Trump siano una strategia negoziale per arrivare ad accordi più favorevoli con Cina e Unione europea. Le vicende degli ultimi mesi hanno dimostrato che forse gli investitori hanno peccato di ottimismo.

Abbiamo cercato società americane con determinate caratteristiche, tra queste l'immunità alla guerra commerciale. Quando scriviamo di immunità dobbiamo fare chiarezza. Nel caso di una guerra commerciale su larga scala tutti i settori sarebbero in pericolo, perchè i dazi arriverebbero a colpire il consumatore, vero motore di una economia sana. Le azioni analizzate sono società che non hanno interessi con i paesi colpiti dai dazi, per questo motivo non risentirebbero di cali sui guadagni sulle vendite o aumento dei costi in caso di importazione di materiali.

Bank of America (BAC)

Bank of America è la più grande banca commerciale degli Stati Uniti d'America in termini di depositi e la più grande compagnia del suo tipo nel mondo. Opera principalmente in America. In effetti, una delle critiche mosse contro la banca è che non è globale. Ma naturalmente, se le tensioni commerciali continuano ad aumentare, allora l'insularità di BAC risulterà probabilmente positiva.