Pericolosa accelerazione ribassista per Banco BPM recentemente in difficoltà a difendere i massimi relativi oltre 2.10 euro e oggi alle prese con con un passivo che supera i 4 punti percentuali.

A pesare su tutto il comparto bancario  italiano sono le nuove indicazioni su come trattare gli N.P.L. ( acronimo inglese che indica i crediti concessi e di difficile recuperabilita) da parte della BCE che si fanno ancora più stringenti, in un chiaro momento di rallentamento del ciclo economico.

Eppure per quanto concerne Banco Popolare, i miglioramenti fatti in termini di pulizia dei bilanci non giustificano i valori recenti, ritenuti eccessivamente bassi dagli analisti, i quali indicano un target price medio di oltre i 2.55 euro.

Dal punto di vista tecnico purtroppo il trend ribassista di medio-lungo termine in realtà non ha mai allentato la morsa, concedendo solo sporadici e violenti impulsi rialzisti, da cui trarre spunto per riposizionarsi in senso ribassista.

Come si evince dal canale discendente disegnato sul grafico settimanale allegato, da inizio 2018 l'abbandono dei livelli di 3.20 e soprattutto di 2.75, ha innescato una perdita di valore drammatica che si è arrestata solo in corrispondenza di 1.5330 euro a metà dicembre.

Con un bilancio negativo che sfiora il meno 50 per ento su base annua risulta difficile immaginare, date le le condizioni macroeconomiche attuali, grandi recuperi ad esempio oltre quota 2.30, vero spartiacque tra le due tendenze contrapposte.

Meglio dunque approfittare di possibili ricadute sotto quota 1.83 e 1.75 , con un ampio spettro di tollerabilità alle oscillazione, vista la volatilità elevata del titolo.