Trump nel fine settimana movimenta i mercati e oggi apriamo con i futures americani notturni sotto di più dell’1% rispetto le chiusure di venerdì.

Ne avevamo parlato in chat e le aspettative di ribasso erano più o meno condivise, anche se personalmente mi aspettavo che si partisse da più in alto, per cui il segnale che attendevo non l’ho preso.

Va detto che le chiusure della scorsa settimana sono state contrassegnate per un rimbalzo decisamente forte da ipervenduto, ma a mio modo di vedere non hanno configurato un reale pattern di inversione: non è stata infatti creata una base tale da far capire al mercato che si era raggiunta una zona di minimi lavorata con calma e con volumi. Rimase invece si è caratterizzato per essere molto robusto ma anche altrettanto volatile.

Questo da un lato certifica che tecnicamente determinate zone di prezzo hanno rappresentato un’area dove chiudere gli short che hanno raggiunto target di volatilità ben precisa, ma per altri aspetti la stessa volatilità ha dato già da giorni segnali di inversione rialzista, e pertanto ci introduce ad una stagionalità nella quale le oscillazioni saranno più marcate, in entrambe le direzioni, e non sempre sarà facile trovare la direzionalità opportuna.

Siamo oltretutto vicino a zone di prezzo piuttosto importanti, già avvicinate e/o superate per poi essere ritracciate nella scorsa settimana: questo conferma che dobbiamo assurdamente monitorare i livelli che contano e muoversi con passo felpato qualora i prezzi li vogliano nuovamente avvicinare.

Soprattutto non dobbiamo dimenticare che oggi ci troviamo al di sotto di prezzi che durante la sfuriata di martedì scorso hanno rappresentato un livello di supporto poi violato giovedì e sul quale potete notare una azione, che io però chiamerei più correttamente tentativo, di recupero che però proprio su determinati livelli è andata a scontrarsi.