A mio modo di vedere, siamo pertanto in presenza di un mercato azionario che sta facendo fatica a passare quelli che all’inizio mese erano supporti importanti e che adesso in modo altrettanto decisivo sono resistenze notevoli.

Alludo a tutta la zona di 7580/7600 per il Nasdaq, 2880 per SP 500, 25.960 per Dow Jones.

Mi concentro per il momento maggiormente sull’America perché qui vediamo una maggiore pressione di prezzi, ed è ovviamente il listino USA quello che per primo risente delle turbative della guerra commerciale fra America e Cina.

Queste resistenze fanno il paio con area 12.175/12.190 per il Dax, zona 3360 per Eurostoxx, 20.750 per il Ftsemib40.

Soprattutto Milano ha completamente perso le residue velleità long che aveva inizio mese, e mi sembra anzi spremuta a ribasso dall’incremento dello spread Bund BTP, che anticipa l’incertezza degli esiti delle prossime elezioni europee; evento che soprattutto il ministro Salvini sta presentando come un referendum su se stesso.

Ovviamente, il peso del partito governativo della lega, e il ruolo sempre più mediatico che Salvini ha deciso di incarnare sono elemento di spicco ma anche di debolezza, in un momento in cui nel nostro paese mancano importanti risorse per evitare la manovra correttiva di ottobre, all’interno di una situazione in cui viviamo in un clima di progressiva sfiducia, come sta dimostrando il caso di Banca Carige con gli investitori stranieri che stanno alla larga da un intervento sull’istituto perché non si fidano dell’aria che tira da noi.

C’è un clima da resa dei conti anche all’interno del governo e questo sicuramente non fa bene all’indice.