Malgrado il segno finale negativo, Piazza Affari manifesta la timida volontà di risalire. Lo si coglie dalla ritrovata pendenza positiva del nostro oscillatore di momentum, dal Landry TRIN Reversal di martedì sera, seguito ieri sera da un Buy Sequential setup. Dopotutto, sarebbe oltremodo grave abbattere i correnti livelli. Nello specifico, una chiusura stasera sotto i 21300 punti comporterebbe l'abbattimento del long stop mensile, che accompagna la crescita sin dal minimo del 2016; confermando l'inversione di tendenza abbozzata a maggio. La borsa italiana insomma è costretta a reagire, per scongiurare il peggio.

Magari l'input giungerà da Wall Street, ieri finalmente tornata a brillare. Peccato che nel frattempo, dopo ben 188 sedute, l'indice delle sorprese macroeconomiche sia tornato definitivamente in territorio negativo. Ci occupiamo nel Rapporto Giornaliero di oggi delle conseguenze per S&P500 e titoli di Stato di un simile comportamento. In questa sede invece vorremmo obbligatoriamente tornare sul confronto fra le performance degli indici delle due sponde dell'Atlantico. Come è noto, i rapporti di forza fra Eurostoxx50 e S&P500 sono sì dettati da un differente composizione settoriale e da un profilo degli utili di gran lunga più premiante per Wall Street; ma anche dalla differente congiuntura economica di Europa e Stati Uniti. Segnatamente, il rapporto SX5E/SPX punta verso il basso, da maggio dello scorso anno, in ossequio ad analoga pendenza fatta registrare dalla differenza fra CESI Eur e CESI Usd. E anche se opportunamente confrontassimo i due indici in valuta comune, la conclusione non muterebbe.