La decisione del Regno Unito di lasciare l’Unione europea ha scioccato i mercati finanziari. La sterlina è crollata, così come le Borse, mentre l’oro e il titolo di Stato statunitense sono saliti.

Questa situazione potrebbe indurre gli investitori ad agire in qualche modo. Alcuni più combattivi potrebbero cerca occasioni di acquisto nel caos. Ad esempio, venerdì mattina un’amica mi ha chiesto se era il momento di entrare sull’azionario.  Altri leggono la forte volatilità come un invito a uscire dal mercato e mettere i soldi sul conto corrente in attesa di tempi migliori.

In realtà, la volatilità dei mercati non è mai una buona occasione per prendere decisioni estreme, sia aggressive sia difensive. Nessuno può dire se la Brexit porterà le Borse mondiali ai minimi nel breve periodo. Nonostante possano esserci delle opportunità durante i crolli dei mercati per gli investitori di lungo termine, è sempre bene essere prudenti, ponderare le scelte e non investire tutto in un’unica soluzione. E’ possibile che si perda l’immediato rimbalzo una volta che i listini avranno digerito la notizia, tuttavia ho l’impressione che vedremo nuovi minimi di qui alla fine dell’anno e in ogni caso è meglio essere speculatori che investitori.

Non è una buona idea neppure fuggire dalle Borse quando crollano. Questo comportamento può dare un sollievo nell’immediato, ma rivelarsi dannoso quando i mercati tornano a salire, perché c’è la preoccupazione di capire quando rientrare. Proprio in questi giorni sto ricevendo le lettere dagli investitori usciti durante la crisi finanziaria del 2008, i quali non sono ancora riusciti ad impiegare del tutto la loro liquidità.