Le borse americane hanno messo a segno performance considerevoli negli ultimi sei mesi: un dato che condizionerà il fenomeno del "Sell in May"? Nel frattempo Piazza Affari denuncia un ritardo rispetto alla performance annuale dell'Eurostoxx50.

La crescita della spesa per consumi ai livelli più intensi degli ultimi dieci anni, incoraggia a Wall Street gli investitori ad ulteriori acquisti. S&P500 e Nasdaq conseguono così un nuovo massimo storico, procedendo verso un saldo, nell’ultimo semestre, alquanto incoraggiante: +8.5% e +11.7%, rispettivamente. L’enfasi sul comportamento nel periodo novembre-aprile non è casuale, giacché – secondo una diffusa convinzione – il mercato azionario USA al contrario stenterebbe nel residuo semestre compreso fra maggio ed ottobre. Oggi pomeriggio come al solito pubblicheremo il rapporto stagionale mensile, e ci soffermeremo su cosa aspettarsi nel semestre storicamente gramo, quando il periodo novembre-aprile risulta altrettanto brillante.

Particolarmente degna di nota la vitalità del settore tecnologico: riuscito ad inanellare una sequenza di ben 17 settimane positive nelle ultime 18. Una prova di continuità straordinaria, se si considera che dal 1950 in poi una simile sequenza è stata registrata soltanto un’altra volta. Ciononostante, l’umore degli investitori è a dir poco tiepido: secondo Ned Davis Research, nelle ultime quattro settimane la raccolta netta registrata da fondi comuni ed ETF azionari risulta clamorosamente negativa (-1.5 miliardi di dollari), nonostante i massimi storici. Se si considera che, a dicembre, su questo arco di tempo, il deflusso netto sfiorò i 100 miliardi, si capisce bene come il denaro uscito dai listini, non sia più rientrato.