Torna la paura per il coronavirus dopo che ieri si è diffusa la notizia che l’epidemia ha raggiunto altri paesi tra cui la Corea. Anche la Cina ha dovuto ammettere che i numeri forniti sono parziali riportando tra gli operatori preoccupazioni che l’epidemia sia tutt’altro che in arretramento.

Nella sola provincia di Hubei i casi sono ritornati a crescere a 631 ieri contro i 411 confermati il giorno precedente invertendo il trend in arretramento e confermando le paure di diversi virologi.

Intanto sui mercati ieri è ritornata la prudenza con gli indici principali che sono passati in rosso dopo il rally dei giorni precedenti. La notizia del contagio esteso anche fuori dalla Cina continentale ha portato a vendite sui listini americani. Infatti l’indice S&P500 ha chiuso la sessione ieri a -0.38%, il Dow Jones a -0.44% e il NASDAQ a -0.67%.

La sessione di contrattazioni in Asia non ha restituito risultati difformi. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso a -0.39% dopo i dati sull’attività industriale mentre Shanghai ha mostrato un lieve rialzo a +0.31% probabilmente sostenuta dalle misure di taglio dei tassi sui prestiti ad un anno da parte della People Bank of China.

Anche le aperture europee non invertono la direzione zavorrate oltre che dalla situazione economica debole, dalle tensioni politiche interne alla Germania. Il partito dell’attuale cancelliere Angela Merkel è in totale confusione sulla scelta del successore della Merkel.

Petrolio

Le quotazioni petrolifere sono tornate a scendere ieri sui dati cinesi sulle vendite delle auto crollate del 92% durante le prime due settimane di Febbraio. C’è infatti il timore che l’impatto dell’epidemia da coronavirus sia maggiore di quanto attualmente prezzato dal mercato.