Questo post, per chi ci segue da un po', potrà sembrare contraddittorio rispetto a quanto sostenuto finora. In realtà ci auguriamo che alla fine dell’articolo saremo riusciti a far comprendere meglio come effettuiamo le nostre scelte.

Da tempo esprimiamo profondo scetticismo rispetto ai recenti rialzi azionari sottolineando come l’emergenza sanitaria sia tutt’altro che risolta. I dati provenienti dal mondo (USA in primis e ve l’avevamo detto in tempi non sospetti) sembrano darci ragione. Anche in Europa le cose stanno leggermente peggiorando, in Spagna e Portogallo sono tornati a dei lock down mirati, ed in Italia siamo tornati con un Rt > 1 come media nazionale.

Bene, in questo contesto, abbiamo deciso di entrare in un certificate con sottostanti tre linee aeree. Visto che linee aeree sono le più colpite dalla pandemia, direte voi: Ma sarete scemi?!… forse in generale sì, ma non in questo caso. Iniziamo con l’analizzare il certificate.

Trattandosi di un Cash collect si ha diritto ad una cedola periodica (trimestrale in questo caso) a patto che nella data di rilevazioni tutti i titoli si trovino sopra la rispettiva barriera. Ciò che vi sarà balzato agli occhi sarà sicuramente l’importo stratosferico della cedola, 10% trimestrale, che significa un 40% annuo! (che è anche maggiore visto che il certificate si acquisita sotto la parità).

Qui l’idea di fondo è che non stiamo acquistando tanto i titoli, ma stiamo “vendendo” la volatilità che essi hanno finora generato. In termini più chiari e meno tecnici, questo certificate può permettersi di offrire cedole così elevate in virtù dell’elevata volatilità che i titoli hanno manifestato nelle settimane precedenti. Se volete vederla con un’ottica complementare, è l’aspetto speculare a quanto spiegato in questo articolo: Operazione Ritorno al Futuro (Parte 1) . In quel caso i prezzi dei certificate emessi PRIMA dell’esplosione della volatilità erano crollati (facendo quindi comunque crescere i potenziali profitti), in questo caso, essendo il certificate emesso DOPO, ha scontato l’alta volatilità dei sottostanti non più direttamente nei prezzi bensì nel rendimento cedolare.

Bene, ora sappiamo che abbiamo un potenziale rendimento alto e, cosa ancor più importante, sappiamo il perché.

Ora analizziamo il rischio del prodotto.

Prima di vedere l’analisi tecnica, facciamo due ragionamenti semplici: il certificate scade nel 2023, quindi abbiamo 12 potenziali stacchi di cedole.

La nostra speranza è che da qui al 2023 la situazione sanitaria si sia risolta e quindi i titoli si trovino ben al di sopra dei livelli attuali. Ma mettiamo che così non sia, la barriera è posta al 60% dello strike (40% di margine), riteniamo plausibile che almeno una cedola su tre riusciamo a beccarla, quindi, anche in condizioni veramente critiche, avremmo un “cuscinetto” del 40% da sommare alle eventuali perdite, che ricordiamo, sarebbero pari alla performance del peggior titolo se alla scadenza si trovasse sotto la barriera. Quindi mettiamo anche che il peggior titolo dimezzi il suo valore (dopo aver già perso tantissimo), a fronte di un -50% subiremmo una perdita del -10%, se poi le cedole staccate fossero 5 saremmo in pari e così via.

Attualmente il titolo peggior è EasyJet. Per brevità limitiamo l’analisi a tale titolo, lasciando a voi gli altri due titoli.

Come vedete la barriera coincide proprio con il minimo fatto registrare a metà marzo da cui è prontamente rimbalzato. Tale livelli rappresenta sicuramente un forte supporto.

Ricordiamo infine che è presente, a partire da gennaio, anche un’opzione autocall che, nel caso in cui tutti i sottostanti si trovino sopra la pari, verrà rimborsato anticipatamente. Noi siamo entrati a 97,5€, quindi esiste la possibilità di chiudere l’operazione già tra 6 mesi con quasi un +23%.