Piazza Affari riparte dalla ormai mitica quota 18400 punti di indice MIB: un supporto che ormai conoscono pure i muri. Dobbiamo dire che l'eventualità di un quadruplo minimo è materia più teorica, da libri di testo, che pratica. La ripartenze si sono rivelate sempre frustranti per i Tori tricolore.

E meno male che dicembre passa per il mese meno volatile dell'anno. Lo S&P fa registrare in 48 ore la peggiore vigilia di Natale della storia, e subito dopo la migliore seduta post-natalizia. L'inchiostro con cui gli strategist di Wall Street avevano frettolosamente riscritto gli outlook per il 2019 non si era ancora asciugato, quando un massiccio ordine di acquisto da 64 miliardi di dollari si è letteralmente abbattuto sulla borsa americana, inducendo una epica reazione degli indici: risaliti fino alla chiusura di una settimana fa. Insomma, la seduta di ieri non ha fatto altro che assorbire le vendite della due sedute precedenti; ma la memoria degli investitori si sofferma sugli eventi più recenti per cui, al netto, siamo sicuri che il bicchiere è visto ora mezzo pieno.

Sta di fatto che lo S&P500 è giunto ad un passo dalla definizione tecnica di bear market. Come evidenzia la figura, dalla chiusura del 20 settembre l'arretramento è arrivato al -19.8% in occasione della chiusura anticipata del 24 dicembre. Una circostanza curiosa, magari beffarda per gli Orsi, ma storicamente non così rara: si contano nel Dopoguerra ben cinque casi di indice sceso dal picco in misura superiore al 19%, ma non più del 20%. La differenza non è così irrilevante, ma nell'immediato ci concentriamo sulle ultime sedute di questo eccezionale 2018, e sull'eventualità di un Santa Claus Rally - per definizione, la finestra temporale che racchiude le ultime cinque sedute dell'anno, e le prime due dell'anno successivo - il cui manifestarsi o meno inciderebbe sulla previsione per il 2019.