Racchiusi fra il contropiede dell'ipervenduto  e la sorpresa dell'urna elettorale, tutti i mercati aperti hanno reagito senza pensarci poi troppo.

Presi da panic selling hanno iniziato, ieri all'alba, i mercati asiatici, scaricando  tutto quello che era possibile, indebolendo il dollaro, fino a portarlo a 1,13, contro euro, e di conseguenza  far scendere il petrolio fino a 43/44 $. Commodities in netto rialzo e Vix isterico oltre i 22, zona limite.

Più attenuati i ribassi sui mercati europei, che in effetti, avevano da temere molto meno, che quelli asiatici, dal rafforzamento delle loro monete.

Poi ha prevalso ....la ragione e il dollaro si è in pochi minuti riportato in equilibrio poco sopra gli1,10.

 Sul nostro listino, con banche sempre deboli però, hanno rimbalzato i farmaceutici, i cementieri e qualche industriale. Tutto il resto è rimasto al palo, con future ed indice in chiusura sulle resistenze, vecchi supporti di 16800.

Già da oggi dovrebbe prevalere ancor di più la ragione, finite le ricoperture scattate a metà mattina, che hanno fatto da volano ed amplificatore a questo recupero, anche per un effetto "contrarian",

I mercati dovrebbero essere riflessivi ed interrogarsi sopratutto se il vero Trump e' quello, per lo meno pittoresco e di basso profilo, della campagna elettorale o quello pacato e rassicurante dopo la vittoria.

Potremo assistere comunque ad un ritorno di un ulteriore lento inesorabile assestamento, per lo meno fino alla conoscenza e conferma di un reale programma ed all' insediamento del prossimo Gennaio.

Per il momento siamo in osservazione e consigliamo di mantenere l'ottimo, equilibrato portafoglio, già da tempo suggerito ed impostato, sempre meglio, coperto da vendita di opzioni...e continuare la vendita su Marzo e scadenze successive di opzioni  call e put sul Fib (mibo), in box largo rispettivamente 18500/19000 e 14500/14000, per il momento nel rapporto 1 a 1.