Archiviato il governo Conte con la spallata di Renzi, il presidente Mattarella sorprende tutti proponendo subito la miglior figura istituzionale possibile, Mario Draghi. Anche perché in questo momento i politici, benchè ne dicano, sono ben consci di trovarsi di fronte una missione quasi impossibile.

Il FtseMib, dal primo supporto a 21.500, è riuscito così a riportarsi velocemente in area 23.000; il target massimo ipotizzato già da alcune settimane è invariato a 23.600, adesso visibile.

Sebbene continuiamo a ritenere questa fase rialzista alla stregua di una bolla, a causa soprattutto di una “forzatura” della Bce sui nostri Btp, un’inversione di tendenza l’avremmo sotto quota 22.700, con possibilità di discesa nuovamente a 22.000 e in area 21.500/21.300 dell’indice.

Il greggio, nostra variabile intermarket per le piazze estere, recupera bene dal supporto dei 54.5$, ma anche qui siamo ormai prossimi alla resistenza di medio in area 60$ e quindi una flessione a breve è più che plausibile.

Operativamente si consiglia di aprire nuove operazioni ribassiste di copertura portafoglio a 23.600 o sotto i 22.700 punti di FtseMib; sconsigliati a questi livelli acquisti sui titoli, se non per un trading di pochi giorni.